Secondo la legge italiana del a tema PMA , il ricorso alla procreazione medicalmente assistita e' consentito qualora non vi siano altri metodi terapeutici efficaci per rimuovere le cause di sterilita' o infertilita'. Art. 4. (Accesso alle tecniche). 1. Il ricorso alle tecniche di procreazione medicalmente assistita e' consentito solo quando sia accertata l'impossibilita' di rimuovere altrimenti le cause impeditive della procreazione ed e' comunque circoscritto ai casi di sterilita' o di infertilita' inspiegate documentate da atto medico nonche' ai casi di sterilita' o di infertilita' da causa accertata e certificata da atto medico. [cit] La condizione di portatrice di malattie genetiche e virali NON rientra fra queste possibilità. L’accesso alla PMA viene così negato alle famiglie con casi di emofilia, coppie sierodiscordanti,in generale ai portatori di patologie virali e a coppie portatori di patologie genetiche. Questo perché molte di loro non sono in possesso dei "requisiti" di sterilità o di infertilità imposti dal nuovo testo di legge. Nel caso di coppie con infezioni sessualmente trasmissibili, per cui non esistono ancora trattamenti risolutivi per il partner affetto o protettivi per il partner indenne, l’utilizzazione di tecniche di fecondazione assistita permette di eliminare la componente infettiva riducendo o eliminando il rischio di contagio. Queste coppie non possono essere definite come sterili o infertili, perché non possono verificare con ripetuti rapporti spontanei le possibilità di concepimento, dato che questo comporta un elevato rischio di infezione. Un’interpretazione stringente della legge impedisce quindi a queste coppie di avvalersi di tecniche di lavaggio seminale che permettano loro di realizzare il desiderio di avere un figlio senza trasmettere l’infezione al partner, se non in quella percentuale di coppie in cui siano presenti fattori di infertilità maschile o femminile così gravi da definire la coppia come infertile ab initio. A persone che hanno già subito danni gravissimi senza colpa alcuna viene in questo modo negata anche la possibilità di avere figli senza mettere a rischio la salute del partner Chi sono le coppie siero discordanti Sono coppie in cui uno dei due dei partner è affetto da HIV, il ricorso a metodiche di fecondazione assistita può ridurre considerevolmente il rischio di trasmissione del virus sia al partner non affetto che al nascituro. Nell’ipotesi in cui sia la donna portatrice del virus, il ricorso a tecniche quali l'inseminazione intrauterina consente ovviamente di evitare il contagio del partner maschile. Nell’ipotesi in cui sia l'uomo portatore del virus HIV, è stata sviluppata una metodica di metodiche di preparazione del seme in grado di ridurre significativamente tale rischio. Uno dei primi autori che ha affrontato il problema sviluppando una metodica di "lavaggio del seme" in grado di ridurre significativamente i livelli di HIV è stato Semprini il quale ha riportato in letteratura la sua esperienza circa l'impiego di tale metodica in oltre 1000 inseminazioni su 350 coppie discordanti senza che avesse luogo alcuna trasmissione del virus. Attualmente alcuni studi americani riportano la nascita di bambini sani da coppie in cui il partner maschile risultava affetto da HIV mediante l'impiego di analoghe metodiche di preparazione del seme nel contesto di procedure di fecondazione assistita tramite FIVET-ICSI. In particolare in tali studi viene enfatizzato il ruolo della stessa ICSI nel ridurre ulteriormente il rischio di trasmissione del virus in virtù del fatto che con tale metodica viene utilizzato un singolo spermatozoo per ovocita e che alcuni studi riportano come in nessun caso sia mai stata rilevata la presenza di DNA virale negli spermatozoi mobili (i quali vengono appunto utilizzati nella ICSI) ma solo nel plasma seminale ed in cellule non spermatocitiche presenti nell'eiaculato. E' evidente che in tutti i casi, sia che venga effettuata la semplice Inseminazione Intrauterina, sia che venga effettuata la FIVET o la ICSI il lavaggio del seme costituisce l'aspetto di fondamentale rilievo nel ridurre la possibilità di infezione e che la scelta dell'una o dell'altra metodica è al momento da ricondursi soprattutto alle diverse scuole di pensiero. Come avviene il lavaggio degli spermatozoi? Tale metodica costituisce una delle tecniche più utilizzate. Essa consiste nella diluizione del liquido seminale con soluzione fisiologica o con una mezzo di coltura e successiva centrifugazione per concentrare gli spermatozoi. Nonostante tale metodica permetta di diluire o eliminare gli effetti del plasma seminale, il materiale recuperato può però includere oltre agli spermatozoi mobili, anche forme immobili, detriti e possibili batteri. Per tale motivo a al lavaggio degli spermatozoi si associano alcune tecniche di separazione dello sperma.
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