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Aborto spontaneo ricorrente

Con l’espressione “aborto spontaneo ricorrente” (RM, Recurrent Miscarriage) si indica la successione di almeno tre aborti spontanei consecutivi. Altre definizioni di aborto ricorrente includono anche il partner (concepimenti avvenuti con lo stesso padre biologico) e il momento dell’aborto (primo trimestre). L’aborto spontaneo ricorrente riguarda circa l’1-2% delle coppie. Tra le cause note vi sono: anomalie cromosomiche dei genitori, trombofilia materna (un’aumentata tendenza a formare coaguli che bloccano i vasi sanguigni) e anomalie della struttura dell’utero. Nella metà dei casi, tuttavia, le cause non sono conosciute. Un recente studio danese dà nuova speranza alle coppie che non riescono ad avere figli a causa dell’aborto ricorrente: si è rilevato infatti che due coppie su tre riescono a dare alla luce almeno un bambino vivo dopo aver consultato una clinica specializzata nel trattamento dell’aborto spontaneo ricorrente. Lo studio è stato presentato al congresso dell'European Society for Human Reproduction and Embryology, che si è tenuto a Stoccolma tra il 3 e il 6 luglio 2011.

Lo studio.
I ricercatori danesi hanno preso in considerazione 987 donne che si erano rivolte presso la loro clinica (una clinica specializzata nel trattamento dell’aborto ricorrente), lungo un arco temporale di più di 20 anni (tra il 1986 e il 2008). Le donne avevano un’età compresa tra i 20 e i 46 anni ed avevano avuto un minimo di tre aborti spontanei. Usando il registro nazionale delle nascite, i ricercatori hanno poi potuto rendersi conto di quante di queste donne sono riuscite a portare a termine la gravidanza e a partorire un bambino vivo. Gli studiosi hanno così rilevato che il 67% delle donne è riuscita ad avere un figlio entro 5 anni dalla visita specialistica. La percentuale aumenta e arriva al 71% se si prende in considerazione un periodo pari a 15 anni. Il Professor Christiansen, a capo dello studio, ha affermato che un argomento fondamentale, nel dialogo tra il medico e le coppie che hanno aborti spontanei ripetuti, è costituito dalle possibilità di successo per le gravidanze successive e che questo studio consente di avere una misura più realistica di tali possibilità. Infatti, mentre la maggior parte degli studi compiuti fino ad ora andava ad analizzare la probabilità di aborto spontaneo nella gravidanza successiva, questo studio invece mostra la probabilità di riuscire ad avere un figlio in un certo arco di tempo, che è un dato più utile dal punto di vista delle pazienti. Un terzo delle donne, anche dopo aver consultato gli specialisti, non è riuscito ad avere figli, ma secondo i ricercatori ciò non è sempre dovuto ad aborti spontanei avvenuti in gravidanze successive. Tra le altre cause vi possono infatti essere le seguenti: l’aumentata età della madre, un danno alle tube di Falloppio (causato dall’infiammazione pelvica conseguente a un aborto spontaneo) o la cessazione dei tentativi di avere figli (dovuto alla paura di ulteriori aborti o allo scioglimento della coppia).