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Primo piano

E' primavera e fioriscono le allergie

Alcuni pollini hanno già iniziato a dare i primi sintomi, almeno in una parte degli allergici italiani.

Negli ultimi 20 anni l'allergia è  divenuta una vera e propria epidemia. In Italia il problema riguarda ben 9 milioni di persone e dilaga soprattutto tra i bambini: nei più piccoli, sotto i sei anni ne è colpito l'8%. Se andiamo a guardare più da vicino i dati sono davvero impressionanti: un bimbo su quattro sotto i quattordici anni soffre di asma, uno su cinque di eczema, l'ormai famosa dermatite atopica.


L'organismo per crescere bene, non può essere confinato in luoghi asettici, ha bisogno di passeggiate all'aria aperta, anche quando fa freddo, di sperimentare il contatto con diversi ambienti, dove con gradualità impara a difendersi dagli agenti patogeni, consentendo al delicato sistema immunitario di svilupparsi nel modo corretto.
Troppa fretta, bimbi accuditi e iperprotetti, ma sempre più ammalati, ecco la contraddizione della nostra società.

I genitori di oggi, impegnati su molti fronti e stressati dalle lunghe ore fuori casa, vivono con preoccupazione ogni piccolo malanno dei figli, cercano rimedi veloci, immediati, che non danno il tempo al fisico di superare con le proprie forze la malattia. Si tende a sopprimere il sintomo, non  a prevenire le cause e tantomeno a curare l'organismo nel suo insieme ripristinandone l'equilibrio. Anche introdurre troppo presto alcuni alimenti nella dieta del bambino piccolo predispone alle allergie.
E' oramai risaputo che la prevenzione alle allergie inizia durante il periodo gestazionale: la ridotta assunzione di vitamina D durante la gravidanza infatti è associata ad una aumentata probabilità di asma ed eczema nel nascituro. E’ ormai assodato che il 90% della vitamina D viene sintetizzata dal nostro organismo sotto lo stimolo della luce solare e che solo il 10% è assunto con i cibi. Di conseguenza, le popolazioni che vivono in Paesi caldi e soleggiati dovrebbero avere una quantità sufficiente di vitamina D.

La predisposizione familiare, l'inquinamento veicolare (le particelle inquinanti sono in grado di irritare le vie respiratorie rendendole più sensibili all’azione degli allergeni) sembrano essere i principale responsabile dello sviluppo delle allergie: la introduzione troppo precoce di alcuni alimenti (lo svezzamento dovrebbe essere avviato tra il quarto e il sesto mese, nel rispetto del calendario fornito dal pediatra) in precedenza ritenuta molto importante ai fini dello sviluppo delle allergie alimentari, sembra in effetti avere una importanza minore.

E' bene infine ricordare che la migliore pevenzione delle allergie - non solo alimentari -, soprattutto nei bambini con predisposizione familiare, e' l'allattamento al seno.

Per tutti è utile controllare il bollettino del polline che fornisce informazioni sull'intensità del fenomeno, regione per regione.