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L’esposizione precoce agli allergeni previene l’asma e le allergie?

Negli ultimi anni sono state svolte molte ricerche scientifiche con l’obiettivo di verificare se una precoce esposizione dei bambini a un’ampia varietà di microorganismi (e in particolare alle sostanze allergizzanti) potrebbe prevenire lo sviluppo delle allergie; di seguito sono riportati i risultati di alcuni degli studi che sembrano avvalorare questa ipotesi.

Asilo. Una ricerca statunitense, pubblicata nel 2009 sul Journal of Pediatrics, ha riscontrato che esporre i bambini al contatto con gli altri bambini nei primi tre anni di vita (e in particolare nel periodo compreso tra i 16 e i 36 mesi) ha una funzione protettiva contro l’insorgenza di asma persistente o con insorgenza tardiva (rilevata all’età di 15 anni). In particolare si è notata l’importanza del numero di bambini presenti all’asilo: quanto minore era in numero, tanto maggiore era la probabilità di sviluppo dell’asma.

Campagna. Una ricerca europea, pubblicata nel febbraio 2011 sul New England Journal of Medicine, ha evidenziato che i bambini che crescono in ambienti in cui è presente una vasta gamma di microorganismi (come le fattorie tradizionali) sono protetti dall’asma e dalle malattie allergiche. La ricerca si basa su due diversi studi: uno ha analizzato i batteri presenti nella polvere trovata nei materassi dei letti dei bambini; l’altro ha esaminato la polvere delle loro camere per verificare la presenza batterica e fungina. In entrambi gli studi è stato rilevato che i bambini che vivono in campagna sono esposti a una maggiore varietà di microorganismi ambientali e presentano una minore incidenza di asma. Alla protezione contro asma, eczema e rinite allergica potrebbe contribuire anche l’esposizione all’ambiente agreste in epoca prenatale (tramite il contatto della futura madre con coltivazioni di cereali e/o animali), come è stato mostrato da uno studio pubblicato sull’European Respiratory Journal nel 2008.

Animali domestici. Nel 2007, sul Journal of Investigational Allergology and Clinical Immunology è stato pubblicato uno studio realizzato con l’obiettivo di verificare se la convivenza con animali domestici avesse come conseguenza una maggiore o minore insorgenza di patologie allergiche nella prima infanzia. La ricerca ha preso in esame famiglie in cui un animale domestico (cani, gatti o uccelli) fosse presente fin dalla nascita del bambino; l’esistenza delle patologie allergiche (asma bronchiale, rinite allergica o eczema) è stata rilevata quando il bambino aveva due anni d’età. I risultati dello studio mostrano che lo sviluppo di allergie nella prima infanzia non sembra essere condizionato dalla presenza di gatti o uccelli, mentre sembra invece essere influenzato dall’esistenza di cani in famiglia: la presenza di un cane è risultata infatti correlata con una minore incidenza di asma ed eczema. Tuttavia, questo risultato è stato riscontrato solo nelle famiglie in cui non c’era una pregressa storia di allergie: nelle famiglie che invece presentavano una storia di allergie, la presenza di un cane era correlata con una maggiore incidenza di eczema e asma.