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Dieta mediterranea e sterilità

L’infertilità maschile oggi riveste un’importante valenza sociale.

Su di essa, aldilà delle condizioni soggettive, influiscono sia le condizioni ambientali che gli stili di vita

In occasione della presentazione della Settimana della Prevenzione Andrologica, il presidente della Società Italiana di Andrologia ha inciato acune linee guida da seguire nella dieta di tutti i giorni per prevenire problemi di fertilità di coppia.

 

La settimana di prevenzione è una iniziativa degli andrologi italiani che vogliono richiamare una maggiore attenzione sulla prevenzione, che ogni uomo deve praticare fin dalla giovane età, per poter vivere serenamente la propria vita e quella di coppia, assicurandosi la possibilità di diventare padre.

 

Secondo i dati di una ricerca condotta dall’Università di Pisa, negli ultimi 40 anni è drasticamente calata la capacità riproduttiva dei maschi italiani. L’indagine rivela che dagli anni ‘70 ad oggi è diminuito il numero di spermatozoi per millilitro di sperma da 71 milioni a 60 milioni, con una riduzione della motilità negli ultimi 30 anni fino al 30% degli spermatozoi (negli anni ’70 era pari al 50%).

I dati mostrano una disomogeneità territoriale che vede il primato negativo di Lombardia, Veneto e Lazio e la maglia nera assegnata alla Campania, a Napoli in particolare, con dati al di sotto della media nazionale. Gli andrologi hanno speiegato che alle cause già note di infertilità come il varicocele, oggi si affiancano l’inquinamento e l’alimentazione.

 

Negli uomini che vivono nei grandi centri urbani o in aree a forte industrializzazione, ma anche in zone agricole in cui si utilizzano pesticidi, è stata osservata una riduzione della motilità degli spermatozoi che, in alcuni casi, è arrivata al 20% rispetto a quella degli uomini che vivono in città più piccole.

Per quanto riguarda l’alimentazione, l’essere umano, al vertice della catena alimentare, assorbe sostanze che si accumulano sul percorso degli alimenti e che finiscono per influenzare il sistema ormonale: gli idrocarburi utilizzati in agricoltura, i prodotti utilizzati per accrescere il peso degli animali d’allevamento, la diossina, i ftalati e gli alchifenoli, sostanze che non si decompongono e finiscono nei fiumi e poi nel mare, intaccando la qualità dei pesci. Gli effetti si avvertono a livello endocrino sugli estrogeni che interferiscono nella produzione di testosterone, impedendo la maturazione degli spermatozoi e determinando una sempre più diffusa infertilità nel maschio, con effetti più visibili sulle nuove generazioni anche in termini di sviluppo pre e post natale degli organi genitali. Molta attenzione va rivolta anche al peso corporeo, soprattutto nei ragazzi: l’obesità ed il sovrappeso determinano un innalzamento della temperatura dei testicoli che può superare i 36°-37° (ben al di sopra dei 33,5°-34° in condizioni normali) con conseguenze negative sullo sviluppo degli spermatozoi e quindi della fertilità. Secondo gli andrologi occorre abituare i bambini, sin da piccoli, ad una alimentazione sana e variegata come quella proposta dalla Dieta Mediterranea per aiutare a contrastare molteplici problemi sessuali in età adulta.

 

A questo è necessario affiancare l’esercizio fisico, oltre che abbandonare alcune pessime abitudini quali il fumo, l’alcol e l’uso di droghe. Infine, come ricorda la Settimana della Prevenzione Andrologica, è sempre importante sottoporsi a visite andrologiche periodiche per prevenire problemi di infertilità ed altre patologie legate all’apparato genitale maschile quali tumore alla prostata, eiaculazione precoce, varicocele e disfunzione erettile.