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Primo piano

Il diabete gestazionale

 

Cos’è?

Il diabete gestazionale è un diabete che può insorgere durante la gravidanza in donne che prima non presentavano alterazioni nel metabolismo degli zuccheri. Compare in genere nella seconda metà della gravidanza (normalmente alla fine del secondo trimestre); si caratterizza, come il diabete di tipo 2, per l’incapacità dell’insulina di funzionare a livello dei tessuti (a differenza di quanto avviene nel diabete di tipo 1, dove vi è una quasi totale assenza di insulina). Il diabete comporta perciò un aumento degli zuccheri nel sangue (iperglicemia), che può causare danni sia alla madre sia al feto.

 

Come viene diagnosticato?

Il diabete gestazionale può essere diagnosticato con il “test di Carpenter”, un esame di screening che viene effettuato di routine a tutte le gestanti attorno alla ventiseiesima settimana di gestazione. La paziente deve ingerire una soluzione ricca di glucosio ed effettuare due prelievi di sangue (prima e dopo). Un risultato positivo di questo test non indica la presenza del diabete, ma solo che è necessario fare un test più approfondito: questo ulteriore test è chiamato “curva da carico orale di glucosio” o “OGTT” (Oral Glucose Tolerance Test). Anche in questo caso la paziente deve ingerire una soluzione di glucosio, ma la quantità di glucosio è superiore e i prelievi sono quattro (due prima e due dopo). Se il test OGTT risulta positivo, è presente un diabete gestazionale.

 

Quali sono i fattori di rischio?

Tra i fattori di rischio noti ve ne sono alcuni legati alla storia sanitaria della madre e altri legati alla gravidanza in corso. Una donna è considerata a rischio di diabete gestazionale, ad esempio, se ha più di 30-35 anni, se soffre di obesità o è sovrappeso, se ha avuto il diabete gestazionale in precedenti gravidanze o se qualcuno dei suoi consanguinei di primo grado soffre di diabete mellito. Altri fattori che possono contribuire a definire una gravidanza “a rischio” sono: soffrire di ipertensione arteriosa, aver già sostenuto numerose gravidanze, aver partorito in passato un neonato di peso eccessivo (superiore a 4-4,5 kg) o con malformazioni, avere avuto precedenti parti pretermine o aborti spontanei (specialmente quando non sia stato possibile identificare la causa dell’aborto). Tra i fattori di rischio legati alla gravidanza in corso vi sono ad esempio un aumento di peso superiore a 1,2 kg nel primo trimestre e/o un aumento di peso superiore a 400 g alla settimana nel secondo e nel terzo trimestre.

 

Quali sono le conseguenze durante la gravidanza?

Se non viene messa in atto una corretta terapia, il diabete gestazionale può avere gravi conseguenze sullo sviluppo fetale: può causare ad esempio malformazioni fetali, ritardi di crescita o eccessivo sviluppo del feto, morte intrauterina nel terzo trimestre. L’insorgenza di diabete gestazionale ha conseguenze negative anche per la madre: aumenta per esempio il rischio di ipertensione e di gestosi.

 

Quali sono le conseguenze dopo la gravidanza?

Il diabete gestazionale termina generalmente alla fine della gravidanza, ma non è raro che le donne che hanno sofferto di diabete gestazionale sviluppino, dopo il parto, un diabete di tipo 2, specialmente se soffrono di obesità. Chi ha sofferto di diabete gestazionale ha inoltre un maggior rischio di sviluppare un diabete di tipo 2 in tarda età.