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Il sonno in gravidanza e dopo il parto

Quasi otto donne su dieci affermano che il loro sonno è peggiorato durante la gravidanza rispetto a ogni altro momento della loro vita. I disturbi del sonno in gravidanza sono molteplici e comprendono i seguenti: insonnia, risvegli notturni, sonno agitato, tendenza a russare e sonnolenza eccessiva. Questi disturbi sono il risultato delle variazioni ormonali e fisiche che avvengono durante la gestazione. I disturbi del sonno aumentano durante il terzo trimestre, ma possono iniziare già nel primo trimestre: il 10-15% delle donne alla decima settimana di gravidanza afferma di avere un sonno disturbato da risvegli ripetuti legati alle nausee, al mal di schiena o alla necessità di urinare frequentemente. Durante la gravidanza il sonno può essere disturbato anche dalla sindrome delle gambe senza riposo (caratterizzata dalla necessità di muovere le gambe): le donne incinte hanno un maggior rischio di incorrere in tale sindrome a causa dell’anemia associata alla gravidanza. Un fattore di rischio per i disturbi del sonno in gravidanza, inoltre, è rappresentato dalla depressione: nel corso della gestazione le donne depresse hanno un sonno più disturbato. Anche dopo il parto il sonno delle madri viene frequentemente interrotto, a causa delle necessità di cura del bambino, e ciò avviene indipendentemente dal metodo di allattamento, dal luogo in cui dorme il bimbo e dalla presenza di un aiuto nella cura notturna del bimbo.

 

Conseguenze durante la gravidanza. Le donne obese hanno un rischio maggiore di apnee ostruttive nel sonno; l’ipossia (carenza di ossigeno) associata a tali apnee può contribuire al verificarsi di ipertensione materna e ritardo di crescita intrauterina. Le donne che russano e che presentano sonnolenza diurna hanno un rischio maggiore di sviluppare preeclampsia. Le donne che dormono per un numero di ore insufficiente nel terzo trimestre hanno un rischio più elevato di avere un travaglio di durata più prolungata e di effettuare un parto cesareo.

 

Conseguenze dopo il parto. La privazione cronica di sonno pone le donne a rischio di incidenti se stanno guidando o se si stanno prendendo cura dei propri bambini mentre hanno eccessivamente sonno. Prendersi cura di un bambino “difficile” (ad esempio, un bambino che non smette di piangere) mentre si è in uno stato di privazione di sonno mette il bambino a rischio di abusi fisici: potrebbe infatti capitare che la madre, in preda alla frustrazione e non del tutto conscia delle proprie azioni, cominci a scuotere il bambino per cercare di far cessare il pianto e provochi così danni irrimediabili alla salute del figlio o ne causi addirittura la morte. La privazione di sonno dopo il parto può inoltre esacerbare le difficoltà che la coppia di genitori incontra nella già complessa transizione alla genitorialità: la privazione di sonno comporta cambiamenti di umore ed è collegata a minori livelli di soddisfazione della vita di coppia.

 

Redazione di Ambulatorio.com