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Infertilità idiopatica

Si parla di infertilità in assenza di gravidanza dopo due anni di rapporti regolari non protetti e si parla di infertilità idiopatica quando le cause dell’infertilità non sono note. La percentuale di coppie a cui viene diagnosticata un’infertilità idiopatica si sta riducendo grazie agli esami diagnostici che oggi è possibile fare. Di seguito sono brevemente descritti alcuni tra i più importanti esami attualmente disponibili.

Ecografia pelvica. L’ecografia pelvica consente di verificare l’esistenza di malformazioni nell’utero e di controllare la funzione ovarica: per verificare se avviene l’ovulazione si monitora la crescita dei follicoli ovarici durante il ciclo.

Esami ormonali. Per verificare la funzione ovarica si analizzano i valori di alcuni ormoni che controllano l’attività delle ovaie: l’estradiolo (che è un ormone estrogeno), l’ormone follicolostimolante FSH e l’ormone luteinizzante LH (che sono gonadotropine, ormoni secreti dall’ipofisi).

Post coital test. Il post coital test viene effettuato nel periodo ovulatorio su una piccola quantità di muco vaginale prelevata dopo che la coppia ha avuto un rapporto sessuale; il test consente di verificare la presenza e il movimento degli spermatozoi nel muco cervicale.

Spermiogramma. Lo spermiogramma è l’analisi base che viene effettuata per verificare se esistono anomalie nel liquido seminale. Si accerta la presenza di spermatozoi, la loro quantità (per ml di liquido seminale), la loro morfologia (cioè la forma) e la loro motilità (cioè la loro capacità di muoversi). Vengono inoltre analizzate le caratteristiche del liquido seminale in sé, ad esempio si verifica se sono presenti spermatociti o spermatidi (i precursori degli spermatozoi) e se è presente fruttosio.

Test immunologici. I test immunologici vengono effettuati su un campione di liquido seminale per verificare se sono presenti anticorpi antispermatozoi (proteine che sono in grado di distruggere o immobilizzare gli spermatozoi e che vengono erroneamente prodotte dai linfociti dall’organismo).

Laparoscopia. La laparoscopia consente di effettuare un’indagine visiva della cavità addominale e pelvica grazie all’inserimento del laparoscopio (un sottile cilindro allungato contenente fibre ottiche) in una piccola incisione che viene effettuata in corrispondenza della cicatrice ombelicale. La laparoscopia consente in particolare di valutare la pervietà tubarica.

Isteroscopia. L’isteroscopia è un esame che viene effettuato per visualizzare la cavità uterina per diagnosticare malformazioni non rilevabili con un’ecografia. Lo strumento utilizzato è l’isteroscopio (una cannula di metallo molto sottile che contiene fibre ottiche), che viene inserito nell’utero per via vaginale ed endocervicale e consente di visualizzare le immagini delle pareti interne dell’utero su uno schermo.

Diagnosi di esclusione. L’infertilità idiopatica è una diagnosi di esclusione: si escludono le cause note di infertilità che possono essere individuate con le attuali procedure diagnostiche. Tenendo conto dei principali esami utilizzati per indagare sull’infertilità, ciò vale a dire che si parla di infertilità idiopatica se l’ecografia e gli esami ormonali mostrano che l’ovulazione avviene regolarmente, il muco cervicale e il post coital test sono regolari, lo spermiogramma è nella norma, non ci sono problemi immunologici e, infine, la laparoscopia e l’isteroscopia sono negative.

Infertilità psicogena. Si parla di infertilità psicogena quando si ritiene che la condizione dei infertilità sia causata da difficoltà psicologiche. Spesso l’infertilità idiopatica e l’infertilità psicogena vengono confuse, perché è frequente che le cause non spiegate vengano considerate cause psicologiche.