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Primo piano

Come e quando trattare la febbre

 

La comparsa della febbre nei bambini rappresenta un'evenienza frequente ed è uno dei più comuni sintomi che manifestano i bambini nei loro primi anni di vita.

La febbre rappresenta solitamente per i genitori un motivo di allarme e preoccupazione, specialmente se la comparsa è improvvisa o la temperatura raggiunge livelli ritenuti elevati. Spesso si riesce ad aspettare poche ore o pochi minuti prima di alzare il telefono e chiamare con urgenza il pediatra. Esiste quasi una sorta di fever-phobia tra i genitori di un bambino febbrile, anche perché spesso non possiedono adeguate informazioni sulla gestione di questo sintomo.

 

Qual è la definizione di febbre?

La febbre è definita come un incremento della temperatura corporea centrale al di sopra dei limiti di normalità (36, 5° - 37;5°).

 

Perché compare la febbre?

La febbre è parte di una risposta difensiva del nostro organismo quando viene aggredito da microorganismi come virus e batteri.

 

Come deve essere misurata la temperatura corporea nel bambino?

Sebbene la temperatura rettale sia  la misurazione più veritiera della temperatura corporea, la via di misurazione rettale  non dovrebbe essere impiegata di routine nei bambini, a causa della sua invasività e del disagio che comporta. Nei bambini piccoli  va evitata anche la misurazione orale. La sede di scelta deve essere quindi  quella ascellare.

Il termometro a mercurio è stato ritirato dal commercio nell’Aprile 2010 in ottemperanza di una direttiva CE per evitare che i termometri vengano inseriti nei rifiuti comuni. Lo strumento migliore per la misurazione della febbre ascellare ai bambini come agli adulti, è il termometro digitale che puo’ essere facilmente reperito in commercio a costi moderati.

La Società Italiana di Pediatria inoltre sconsiglia l’utilizzo del termometro auricolare da parte di personale non medico in quanto la rilevazione della temperatura  potrebbe non avvenire nelle modalità e condizioni ottimali.

 

E’ indicato l’uso di antipiretici nel bambino febbrile?

La febbre non deve essere "curata" a tutti i costi, come viene ritenuto in genere, ma deve essere lasciata agire affinché svolga il suo ruolo difensivo. In altre parole la presenza di febbre non è di per sé motivo per assumere farmaci, lo è, casomai, il senso di disagio che essa può provocare nel bambino.

I farmaci antipiretici devono essere impiegati nel bambino febbrile solo quando alla febbre si associa un quadro di malessere generale e/o  se la temperatura corporea è superiore a  38,5°.

 

Quali antipiretici devono esser impiegati e con quali modalità?

Il paracetamolo o, in alternativa, l’ibuprofene sono gli unici antipiretici raccomandati in età pediatrica.  Attualmente l’uso combinato o alternato di questi due farmaci non è solitamente raccomandato.

L'acido acetilsalicilico non è indicato in età pediatrica.

Sebbene le formulazioni orale o rettale di paracetamolo, a dosaggi standard, abbiano efficacia antipiretica e sicurezza sovrapponibili, la somministrazione per via orale è preferibile in quanto l’assorbimento è più costante ed è possibile maggiore precisione del dosaggio in base al peso corporeo. La via rettale è da considerare solo in presenza di vomito.

La dose da somministrare deve essere calcolata in base al peso del bambino e non all’età; la dose deve essere somministrata utilizzando specifici dosatori acclusi alla confezione (contagocce, tappo dosatore, ecc..), evitando l’uso di cucchiaini da caffè/the.

 

Gli antipiretici sono farmaci sicuri e ben tollerati dal bambino?

Paracetamolo ed ibuprofene sono antipiretici generalmente sicuri ed efficaci a patto che siano utilizzati con i dosaggi consigliati. L’ibuprofene è sconsigliato nel bimbo sotto i 4 mesi di vita.

(Paracetamolo: 10-15 mg /Kg/dose  per 4 somministrazioni al giorno Ibuprofene: 10 /Kg/dose  per 3 somministrazioni al giorno)

 

Quando consultare il pediatra?

È importante osservare il bambino nel suo complesso: è pallido? è  vivace? ha appetito? ha voglia di giocare? piange continuamente?

E’ bene consultare il pediatra se:

  • il bambino ha pochi mesi
  • la febbre persiste da più di 24 ore
  • sono presenti altri sintomi: dispnea (difficoltà respiratoria), collo irrigidito (non riesce a toccarsi il petto con il mento o a guardare in su), difficoltà nel risveglio, sopore, dolore alle orecchie, profonda prostrazione, lamentio
  • la temperatura è molto elevata e causa sofferenza al bambino e non si abbassa dopo la somministrazione dell’antipiretico.

Per chi volesse approfondire l’argomento, può essere utile consultare le linee guida della Società Italiana di Pediatria