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Primo piano

Vademecum per i genitori per le sindromi influenzali

 

L’ abbassamento notevole e talvolta repentino delle temperature nei mesi invernali fa sì che molti agenti patogeni (virus e batteri), responsabili di questo tipo di patologie, trovino il clima ideale per la diffusione epidemica, ed i bambini rappresentano il migliore bersaglio.

A questo proposito va aggiunto che durante i mesi invernali aumenta in tempo che i bambini trascorrono in collettività, nei nidi e nelle scuole materne, e se sono più grandicelli, fra i banchi scolastici ed in palestra: quindi oltre al clima ideale, virus e batteri trovano anche l’ ambiente ideale.

Le nebbie e lo smog delle grandi città rappresentano un ulteriore insidia per i bambini favorendo ulteriormente la diffusione di virus e batteri.

Le malattie invernali rappresentano per le mamme un vero e proprio incubo: spesso sono accompagnate da febbre elevata, scarso appetito del piccolo, che appare estremamente sofferente. Le ricadute possono essere frequenti, in particolare per i bambini che frequentano nidi e scuole materne, e spesso si presentano a distanza di pochi giorni dall’episodio precedente; le difficoltà che ne conseguono sono notevoli sia per il bambino e che per la famiglia: compromissione della frequenza scolastica, contagio dei fratellini più piccoli, disagi crescenti se la mamma lavora.

 

Arriva l’influenza, che fare?

L’influenza è la malattia “regina” della stagione invernale. Spesso si suole definire impropriamente con il termine di influenza anche le infezioni febbrili, di breve durata e con interessamento delle prime vie aeree, che si manifestano nei bambini con l’ arrivo dei primi freddi: in questo caso si tratti di banali infezioni virali che niente hanno a che fare con la vera influenza, che segue un andamento epidemiologico caratteristico.

 

Come riconoscerla?

Sintomi come raffreddore, tosse, mal di gola e cefalea possono precedere di qualche giorno la comparsa della febbre. La febbre compare in modo brusco: è sempre elevata, oltre 38 °C, ed i sintomi prima citati si accentuano. Il piccolo lamenta dolori muscolari, stanchezza ed inappetenza. In qualche caso possono essere presenti sintomi gastrointestinali, come vomiti e diarrea. Nei bambini più piccoli può essere presente otalgia.

Se in bambino è piccolo, o se la febbre persiste per più di 48 ore, è bene consultare un medico.

Il virus influenzale, infatti, ha un picco di incidenza nei mesi di febbraio-marzo, con una variabilità che può essere valutata di anno in anno: infatti si può prevedere con discreta attendibilità quale sarà il periodo di epidemia del virus influenzale sulla base delle caratteristiche sierotipiche e delle migrazioni della popolazione: in parole povere, è possibile sapere quando arriverà in Italia ed in particolare quando l’epidemia si diffonderà in una data regione.

 

 

Influenza: quali rimedi

Come la maggior parte delle patologie virali, nei bambini precedentemente sani l’influenza si risolve spontaneamente nell’arco di una settimana, con graduale remissione della sintomatologia e scomparsa della febbre (solitamente ha una durata di 3-4 giorni) e senza necessità di una terapia specifica. Può essere utile la somministrazione di un antipiretico per il controllo della temperatura. Si raccomanda sempre un’ adeguata idratazione (possono essere somministrati succhi, tisane ect.)

La tosse può persistere anche qualche settimana dopo la fase acuta, così come facile stancabilità ed astenia.

La somministrazione di antibiotici in corso di malattia influenzale non è raccomandata, a meno che il pediatra curante non accerti un eventuale complicanza batterica (otite, faringotonsillite), tale da giustificarne la prescrizione.

 

Il raffreddore ed il “naso che cola”

Con l’ arrivo dei primi freddi arrivano anche i primi raffreddori. Starnuti, occhi arrossati, tosse e muco, accompagnano molti bimbi nei mesi invernali. Non sempre è necessario impostare una terapia: una corretta igiene delle fosse nasali aiuta a prevenire le complicanze (otiti, sinusiti); anche un semplice aerosol con soluzione fisiologica, ripetuto più volte nella giornata, può liberare un nasino fastidiosamente chiuso.

Se il bambino è piccolo e se in casa è presente il riscaldamento, un umidificatore potrà aiutarlo a respirare meglio, soprattutto nel corso della notte.

 

 

Inverno e freddo: ma sono proprio loro i “demoni” responsabili delle infezioni ?

Se è vero che l’abbassamento delle temperature favorisce la replicazione microbica e il maggior tempo trascorso in ambienti chiusi e collettività facilita la diffusione delle malattie, freddo ed inverno non sono gli unici responsabili delle infezioni.

Occorre tener conto che:

  1. Esiste una suscettibilità individuale alle malattie: alcuni bambini si ammalano più di altri, suggerendo l’esistenza di fattori costituzionali
  2. I fratelli che frequentano collettività sono vettori di infezione, e fra fratelli ci si ammala di più
  3. Se i genitori fumano, i bambini passano più tempo esposti al fumo passivo durante l’inverno
  4. Una casa umida lo è ancora di più nell’inverno freddo e piovoso
  5. Una mamma apprensiva copre eccessivamente il suo bambino per proteggerlo dal freddo, e questo non sempre è un bene.