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Pur essendo legalmente, culturalmente e socialmente accettato, l’alcol in gravidanza è una sostanza teratogena, cioè un agente che può produrre alterazioni nello sviluppo di un embrione, causando malformazioni, anomalie e disabilità che hanno conseguenze fisiche, mentali, comportamentali e sociali per tutta la vita del nuovo essere.
Anomalie. In generale si usa l’espressione Spettro dei Disordini Feto-Alcolici (Fetal Alcohol Spectrum Disorder, FASD) per includere tutte le anomalie che possono presentarsi a causa dell’esposizione fetale all’alcol, a cominciare dalla vera e propria Sindrome Feto-Alcolica (Fetal Alcohol Syndrome, FAS). Questo termine viene utilizzato per indicare la sindrome pienamente espressa. I pazienti che rientrano in questa categoria presentano la classica triade di sintomi: dismorfismi facciali, ritardo della crescita e anomalie nello sviluppo neurologico del sistema nervoso centrale. È possibile diagnosticare una FAS se è presente la triade di sintomi descritti anche senza la certezza di un consumo materno di alcol. Tuttavia, la sindrome feto-alcolica può esprimersi anche parzialmente, quando siano presenti solo alcune delle anomalie già citate e si parla allora di Effetti Feto-Alcolici (Fetal Alcohol Effects, FAE). Possono inoltre manifestarsi Difetti Congeniti Alcol-Correlati (Alcohol-Related Birth Defect, ARBD) quando siano presenti malformazioni congenite e displasie causate dall’esposizione fetale all’alcol, o Disordini dello Sviluppo Neurologico Alcol-Correlati (Alcohol-Related Neurodevelopmental Disorders, ARND), termine con cui si è soliti descrivere i danni, causati dall’esposizione all’alcol in utero, a livello neuro-comportamentale e/o cognitivo, tra cui possono rientrare le conseguenze a lungo termine dell’esposizione prenatale all’alcol etilico: problemi di salute mentale (più del 90% dei bambini con diagnosi di FASD ha problemi di salute mentale), mancanza di vita autonoma, esperienza scolastica fallimentare, problemi con il lavoro, problemi con la legge, isolamento, comportamento sessuale inappropriato.
Quantità di alcol. È generalmente accettato il fatto che per causare la FAS (la Sindrome Feto-Alcolica pienamente espressa) sia necessario un consumo cronico ed eccessivo di alcol (almeno 1-2 g/Kg al giorno di alcol etilico o più di 3 o 4 unità alcoliche al giorno). Un’unità alcolica corrisponde a una birra (330 ml), a un bicchiere di vino (125 ml) o a un bicchierino di superalcolico (40 ml). Tra le donne che assumono quantità rilevanti di alcol etilico in gravidanza, una percentuale che può andare dal 4% al 40% partorisce bambini con danni alcol-correlati di vario grado, ma non si conoscono le ragioni per cui alcuni neonati nascono con danni più severi rispetto ad altri. Se poi si considerano tutte le possibili anomalie comprese nella FASD (lo Spettro dei Disordini Feto-Alcolici) non si sa quale sia la quantità di alcol che si possa assumere in gravidanza senza rischi. È per questo motivo che le donne, sia quelle in gravidanza sia quelle che stanno programmando di avere un figlio, dovrebbero astenersi completamente dall’alcol (assunzione pari a zero), mentre oggi, nel mondo, si stima che circa il 60% delle donne beva alcol in qualche momento della gravidanza.
Diagnosi. La diagnosi precoce di FASD e un intervento mirato possono diminuire il manifestarsi e attenuare il progredire delle disabilità secondarie. L’esposizione intrauterina all’alcol etilico può essere dimostrata attraverso il rilevamento di alcune sostanze (esteri etilici degli acidi grassi o FAEEs ed etilglucuronide) presenti nel meconio (le prime feci del neonato). In Italia il meconio di 607 neonati è stato sottoposto ad analisi presso l’Istituto Superiore di Sanità di Roma, nell’ambito di uno studio multicentrico in collaborazione con le Unità di Neonatologia di 7 Ospedali Italiani per valutare l’esposizione prenatale all’alcol etilico. L’esposizione prenatale all’alcol a livello nazionale è risultata mediamente del 7,9%, con una variabilità che può andare dallo 0% di Verona al 29,4% di Roma. Questo significa che più di 7 neonati su 100, mediamente, sono esposti all’assunzione di alcol durante la gravidanza.
Per approfondire. Guida alla diagnosi dello Spettro dei Disordini Feto-Alcolici, a cura dell’Osservatorio fumo, alcol e droga dell’Istituto Superiore di Sanità di Roma (scaricabile in pdf dal sito dell’ISS).
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