I genitori spesso si lamentano dei compiti delle vacanze, o per lo meno, della reazione dei propri figli al lavoro scolastico assegnato durante il periodo estivo Vediamo cos ane pensa il pediatra. LA RICERCA: contrari il 75% dei pediatri
Da una ricerca effettuata durante la VI edizione del convegno nazionale “Ischia pediatria e neonatologia”, organizzato da Giuseppe Parisi, primario di Pediatria dell’Ospedale “Anna Rizzoli” di Lacco Ameno, è emerso che il 75% dei pediatri sono contrari a far fare i compiti a bambini e adolescenti durante le vacanze.
ECCO LE MOTIVAZIONI< I compiti delle vacanze non vanno fatti
I compiti delle vacanze non vanno fatti ed è questa la garanzia perché il bambino possa tornare a scuola,a settembre, nelle migliori condizioni fisiche e psicologiche ,ammalarsi meno e avere i migliori risultati.
Perché i compiti delle vacanze non vanno fatti?
Le vacanze scolastiche sono state create per permettere che i bambini e gli adolescenti possano riposarsi, non per concedere agli insegnanti un lungo periodo di ferie.
Al contrario le motivazioni di una lunga interruzione dell'anno scolastico sono legate a motivi psicologici.
Andare a scuola, studiare, imparare nuovi concetti, sottoporsi allo stress delle verifiche, delle interrogazioni, al confronto con i coetanei, e all'esigenza di ottenere dei buoni risultati scolastici, che di fatto hanno tutti i bambini e adolescenti, determinano sia una spesa di energie legate alla fase propria dell'apprendimento, sia a una notevole tensione emotiva, cioè lo stress.
Per i bambini e gli adolescenti, tale situazione è particolarmente dannosa perché colpisce organismi in sviluppo e formazione, cioè in crescita, in cui una situazione di stress se si perpetua diventa particolarmente dannosa.
L'unico modo per conciliare le esigenze dello studio con quelle della crescita è di interrompere in modo netto questa situazione di stress in modo che possano recuperare.
Le vacanze estive se sapute gestire sono un'occasione unica.
Per i bambini fino all'età di 12 anni, cioè quelli della frequenza delle scuola elementari, che hanno ancora una insufficiente cognizione del tempo, le vacanze sembrano lunghissime, quasi che non possono finire mai, per questo possono perfettamente recuperare durante l’estate tutte le energie necessarie.
Per gli adolescenti, cioè gli alunni delle scuole medie inferiori e superiori, un tempo lungo a disposizione permette loro di poter avere una disponibilità sia di pensiero sia di tempo per poter riflettere e elaborare nella fase dello sviluppo, cioè una parte notevole di tempo per "pensare a se stessi", avendo a disposizione tutte le energie sia mentali sia fisiche che negli altri periodi dell'anno vengono impiegate per lo studio.
Le ragioni sbagliate a favore dei compiti delle vacanze
Alcuni sostengono che gli alunni non debbano abbandonare completamente lo studio perciò svolgano comunque i compiti delle vacanze durante l'estate anche se dedicandogli una minor quantità di tempo che durante l'anno scolastico.
Un'altra motivazione che viene portata a favore dei compiti delle vacanze è che rappresentano una forma di "allenamento" mentale per non dimenticare le nozioni studiate. Anche questa è una motivazione inesatta perché come nessuno dimentica come si fa ad andare in bicicletta, anche a distanza di anni, a maggior ragione le cose imparate da bambini e adolescenti sono le più durature, che si ricordano in modo lucido anche da vecchi. Figuriamoci perciò se si dimenticano in pochi mesi!
Compiti delle vacanze: un discorso sbagliato che presenta tre rischi: vediamoli.
- L'alunno non interrompe mai il legame con la scuola e perciò non potrà abbattere completamente lo stress e la tensione, perché libri, quaderni e compiti glielo ricorderanno ogni giorno.
- I compiti delle vacanze vengono fatti comunque in un clima e perciò una concentrazione e applicazione diversa che durante l'anno scolastico e i genitori peraltro non sono mai attenti nel verificare l'applicazione dei figli, proprio perché siamo in estate. Il risultato sarà che il figlio si abituerà a studiare in modo svogliato, con il rischio che un simile approccio ai compiti prosegua negli anni scolastici prossimi.
- Si sa che lo stress facilita le malattie, pertanto chi non avrà avuto la possibilità di vivere un'estate spensierata per "recuperare" completamente, al ritorno a scuola a settembre sarà più suscettibile ad ammalarsi.
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