Cerca nel sito       


FamilyHealth
Crea il tuo
archivio della salute






Primo piano
Preferisci la montagna al mare quest'anno?


Ambiente estremo, protezione estrema.
In alta quota - sia d'estate che d'inverno - le radiazioni UV sono più intense rispetto al livello del mare, rendendo necessario adottare strategie di protezione adeguate all’ambiente, con solari sempre a fattore molto alto, soprattutto sulle parti più delicate ed esposte.
La minore distanza dal sole, la pressione inferiore e l’aria più limpida e priva di pulviscolo fanno sì che l’intensità delle radiazioni solari cresca del 12% - 13% ogni 1.000 metri di quota, raggiungendo il 50% in più a 4.000 metri. L’eventuale presenza di neve determina poi una riflessione quasi totale dei raggi ultravioletti, che così in pratica colpiscono la nostra pelle sia direttamente sia indirettamente.
Un altro fattore da tenere in considerazione per proteggersi con efficacia è che in montagna la percentuale di umidità dell’aria è inferiore: insieme al vento e - d’inverno - al freddo, ciò determina un’elevata disidratazione della pelle che va prevenuta con specifici prodotti dalle proprietà idratanti e lenitive.

I punti da ricordare

  • Sopra i 1.500 metri di altitudine le radiazioni solari sono molto più intense.
  • Ad alta quota la protezione solare deve sempre essere alta o molto alta.
  • Le nuvole non fermano le radiazioni UV.
  • La neve riflette fino all’80% dei raggi ultravioletti.
  • L'aria fresca riduce la percezione di calore sulla pelle, aumentando il rischio di disattenzione e perciò di scottature.
  • Per le pelli atopiche o intolleranti ai filtri chimici meglio usare un prodotto a schermo minerale.
  • Dedicare particolare attenzione a parti delicate come contorno occhi, labbra, naso e orecchie.
  • Il prodotto va riapplicato spesso (ogni 2/3 ore) e nella giusta quantità (una quantità ridotta determina una protezione inferiore).
  • Utilizzare occhiali da sole "garantiti" con filtro solare 3 o 4 e protezione UV 400.
  • Durante le escursioni estive proteggersi con indumenti leggeri a manica lunga e un cappellino di cotone.
  • Bere molto nel corso della giornata per prevenire la disidratazione e mantenere la pelle elastica.
  • Ogni sera utilizzare un  prodotto doposole idratante.


Quali sono gli errori più frequenti fatti da chi va in montagna d’estate?

In questo periodo estivo gli errori più frequenti fatti da chi va in montagna sono la mancanza di  acclimatamento, associata  a un eccessivo sforzo fisico, non preceduto da un idoneo e graduale allenamento e  la cattiva alimentazione.

Chi va in montagna deve dimenticare i  tempi frenetici della città, per cui si arriva alla sera e subito, già  dal mattino successivo si va rapidamente ad alta quota utilizzando funivie e seggiovie sottoponendo così l’organismo a uno stress eccessivo.

Ecco qualche ulteriore consiglio:

  1. E’ importante aumentare progressivamente lo sforzo fisico, perciò la durata e la difficoltà delle passeggiate ed è essenziale
  2. Innalzarsi a quote superiori camminando, anziché usare i mezzi di risalita, in modo da abituarsi progressivamente al cambio di altitudine.
  3. Non si devono mai forzare i bambini a mangiare, mentre   possono  bere acqua  liberamente.
  4. Proprio per avere a disposizione il tempo per un graduale adattamento alle quote montane la vacanza non deve essere mai troppo breve: deve durare almeno una settimana, meglio se due.