A cura di: Alexan Alexanian*
Ultimo aggiornamento: Dicembre 2008
L’acne (acne vulgaris) è una dermatosi che coinvolge, in un momento o nelll’altro della vita, circa l’85% della popolazione. E’ caratterizzata da papule follicolari non infiammatorie (dette anche comedoni) e da papule infiammatorie, pustole e noduli nelle forme più gravi. Si manifesta nelle aree a più alta densità di follicoli sebacei, e cioè principalmente il volto, la parte superiore del torace e il dorso.
Nella pelle ciascun follicolo pilifero è connesso a delle ghiandole sebacee. Queste ghiandole producono una sostanza grassa che ha la funzione di lubrificare la cute e i peli/capelli. Normalmente il sebo scorre lungo il fusto dei peli e arriva alla superficie attraverso l’apertura del follicolo pilifero.

I fattori che contribuiscono alla formazione dell’acne sono tre:
- produzione eccessiva di sebo
- accumulo irregolare di detriti di cellule della pelle con conseguente irritazione e otturazione dei follicoli piliferi
- sovrapposizione batterica – in particolare l’attività del Propionibacterium acnes – con infiammazione.
L’acne sopraggiunge quando i follicoli piliferi vengono otturati dal sebo e dai detriti cellulari.
Si costituisce allora una sorta di tappo che conduce al rigonfiamento delle pareti del follicolo e alla formazione di un comedone chiuso, detto anche punto sottopelle: si tratta di una microcisti a livello del follicolo, in genere chiara, ed è palpabile al tatto; alternativamente, il tappo si apre alla superficie e, a causa dell'ossidazione dei lipidi contenuti nel sebo che vengono a contatto con l'aria, prende una tonalità scura, per cui viene chiamato punto nero.
Le lesioni cutanee dell’acne guariscono lentamente e spesso mentre alcune si risolvono altre subentrano. La persistenza di questi cicli, anche di lunga durata, è stancante e frustrante; l’acne può essere così severa da condurre a cicatrici cutanee e considerevole stress emozionale.
Non è chiaro quale sia la causa prima della sovrapproduzione di sebo. Il coinvolgimento ormonale è molto probabile e l’alta frequenza di questa condizione tra gli adolescenti lo testimonia. Inoltre l’esperienza di acne è possible ad ogni età, ma mostra dei picchi d’incidenza in situazioni associate a variazioni ormonali quali la gravidanza, i cicli mestruali, l’inizio e la sospensione dell’assunzione di pillole anticoncezionali.
Hanno un ruolo anche altri fattori quali batteri, alcuni medicamenti ed impronte genetiche. Contrariamente a quanto comunemente si ritiene il cibo ha scarso effetto/influenza sull’acne. E neanche la sporcizia, da sola, costituisce una causa.
Nel complesso, l’acne vulgaris è più comune tra i maschi durante l’adolescenza e tra le femmine da adulti. A 45 anni l’acne è ancora presente nel 5% sia degli uomini che delle donne.
I trattamenti efficaci comunque ci sono. Di acne di lieve entità ci si può curare da soli, magari lavandosi quotidianamente con un detergente delicato e usando delle creme anti-acne da banco. Nei casi gravi di solito si ricorre ad uno o più farmaci con obbligo di prescrizione. A volte la terapia, pur se infine efficace, può richiedere mesi o anni.
*A cura di: Alexan Alexanian - Medico di Medicina Generale, Milano
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adolescenti Le informazioni fornite sono a scopo divulgativo e non intendono in alcun caso sostituire le indicazioni che possono essere ottenute direttamente da un medico che valuti il singolo caso. Inoltre le indicazioni relative a farmaci, procedure mediche o terapie in genere hanno un fine unicamente illustrativo e non possono sostituirsi alla prescrizione di un medico.