Oggi abbiamo a nostra disposizione numerose opzioni di trattamento. In base all’età, alla sua spettanza di vita, alle patologie pre-esistenti (insufficienza cardiaca, renale, respiratoria), il paziente verrà indirizzato verso l’uno o l’altro trattamento.
Se un AA è sintomatico il trattamento chirurgico o endovascolare deve sempre avvenire nel più breve tempo possibile. Quando invece siamo di fronte ad un AA asintomatico il trattamento chirurgico o endovascolare viene eseguito se si presentano queste situazioni:
- Dimensioni della sacca aneurismatica > 55 mm se fusiforme o minore a tale misura se l’AA è sacciforme o presenta delle caratteristiche morfologiche che individuano un AA propenso ad una rottura.
- Tasso di crescita della sacca ≥ di 10 mm (crescita normale è 5-6 mm annui)
- Spettanza di vita alta (> 5 anni)
- Ipertensione arteriosa grave incontrollabile
Inoltre è importante la valutazione del rischio operatorio.
Qualora non vi siano una o più di queste caratteristiche il paziente portatore di AA deve essere sottoposto ad un attento follow-up strumentale, ad una TERAPIA CONSERVATIVA farmacologica anti-ipertensiva ed ipolipemizzante ed al trattamento delle sottostanti patologie, se presenti, (cardiopatia ischemica, insufficienza cerebrovascolare, diabete, insufficienza renale, etc). Il monitoraggio della pressione arteriosa è fondamentale in quanto la presenza di ipertensione aumenta il rischio di rottura della sacca aneurismatica.
Il follow-up negli AA consiste in un controllo ecografico ogni 6 mesi mentre negli AA toracici viene eseguita un Angio TC o un Angio RMN.
TRATTAMENTO CHIRURGICO ED ENDOVASCOLARE
Il trattamento di un AA comporta un grande e serio impegno da parte del medico perché è una patologia ad alta mortalità. Cosa fare quindi? Innanzi tutto il paziente deve stringere un rapporto di fiducia con il proprio medico che dovrà impostare tutti gli accertamenti e le terapie del caso. Quando è indicata la correzione chirurgica di un AA il paziente deve essere sottoposto ad una serie di accertamenti pre-operatori indispensabili per la valutazione della funzionalità renale, cardiaca e respiratoria.
Le opzioni correttive a nostra disposizione e peraltro molto valide sono:
- La terapia chirurgica tradizionale
- La terapia mini-invasiva:
- La terapia ibrida
TERAPIA CHIRURGICA TRADIZIONALE
L’intervento viene eseguito in anestesia generale o con anestesia mista, generale e peridurale (quest’ultima utile nel decorso post-operatorio per il controllo del dolore), e consiste nella sostituzione della parte di aorta dilatata e malata con un tubo protesico del calibro ottimale in modo da ripristinare il normale flusso sanguigno. Il taglio cutaneo di accesso è spesso ampio. Dopo l’intervento è previsto un periodo variabile di ricovero in terapia intensiva in modo da ottimizzare le condizioni cliniche del paziente.
La dimissione avviene dopo circa 6-7 giorni ma è variabile da caso a caso in base alle condizioni generali del paziente.

Esempio di sostituzione di AA addominale con tubo protesico biforcato.
TERAPIA MINI-INVASIVA CHIRURGICA (laparoscopica)
Questo tipo di trattamento è indicato negli AA addominali; durante l’intervento vengono praticate alcune piccole incisioni addominali che permettono l’introduzione di speciali strumenti che, ad addome chiuso, consentono la riparazione di un AA addominale (Laparoscopia). La tecnica prevede la sostituzione protesica della sacca aneurismatica e viene eseguita in anestesia generale. Questo tipo di trattamento, come il successivo, ha il grande vantaggio di lasciare delle cicatrici chirurgiche veramente esigue. La dimissione in genere avviene dopo pochi giorni ma è variabile da caso a caso in base alle condizioni generali del paziente.
TERAPIA ENDOVASCOLARE
E’ una tecnica più recente, praticata in anestesia locale, che prevede l’incisione, attraverso un piccolo taglio, sui due inguini. Nel caso di AA toracici l’incisione è monolaterale.
Negli accessi creati vengono introdotti dei cateteri molto sottili che servono da guide per portare nella giusta posizione delle protesi (endoprotesi) che vengono rilasciate all’interno del vaso al fine di escludere la sacca aneurismatica, il flusso del sangue in tal modo passa attraverso la protesi e non rifornisce più l’AA. L’intervento viene eseguito sotto controllo radiologico con l’utilizzo di m.d.c. La dimissione in genere avviene precocemente ma è variabile da caso a caso in base alle condizioni generali del paziente. Questo trattamento necessita, rispetto agli altri, di un controllo post-operatorio intenso (1-3-6-12 mesi in seguito ogni anno) con ecocolor-Doppler e/o Angio-TC per valutare il comportamento dell’endoprotesi all’interno della sacca aneurismatica. E’importante che il paziente esegua questi controlli per prevenire l’insorgenza di complicanze, che se prese in tempo, sono più facilmente risolvibili.

Esempio a sinistra di endoprotesi toracica e a destra una endoprotesi aortica.
TRATTAMENTO IBRIDO
E’ una tecnica che unisce due trattamenti, in genere quello chirurgico tradizionale unito a quello endovascolare, sta prendendo sempre più piede nel trattamento degli AA toracici e toraco-addominali. Viene eseguita in anestesia generale con tempi di degenza simili a quelli della chirurgia tradizionale
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