A cura di Franco Marchetti*
Ultimo aggiornamento: Luglio 2009
Chi soffre di anoressia è ossessionato dal cibo e dal desiderio di essere magro: nonostante il suo peso sia inferiore a quello normale per età e costituzione si considera grasso e per continuare a dimagrire o per mantenere il peso raggiunto mangia molto poco e pratica attività fisica in modo esasperato.
I dati sulla diffusione di questo disordine suggeriscono che fortunatamente l’anoressia sia meno frequente di quanto si possa pensare in relazione a quanto se ne parla in televisione o sui giornali; dati statunitensi stimano che possa interessare l’un per cento della popolazione femminile, anche se altre osservazioni suggeriscono percentuali che si avvicinano al 10%.
Si tratta di un disturbo che si presenta più spesso nell’adolescenza e che interessa con maggior frequenza il sesso femminile, anche se, più raramente, si registrano casi nei maschi. Se è senz’altro vero che l’adolescenza è l’età più a rischio tuttavia, l’anoressia può iniziare già prima, da bambini, o manifestarsi più avanti anche in persone di mezza età.
Non è chiara la ragione per cui alcuni individui sviluppano il disturbo, anche se vengono chiamate in causa ragioni biologiche, psicologiche e socioculturali.
È possibile che alcune persone siano geneticamente più vulnerabili a sviluppare l’anoressia. Si è osservato per esempio come il rischio sia maggiore nelle giovani appartenenti a famiglie in cui altre familiari (per es. la madre o una sorella) hanno avuto un disordine del comportamento alimentare. Nonostante osservazioni in questo senso siano state effettuate anche nei gemelli, non è chiaro in che modo i geni sono coinvolti nella comparsa dell’anoressia.
Alcune osservazioni suggeriscono un ruolo per particolari neurotrasmettitori come la serotonina, uno dei mediatori che giocano un ruolo per esempio nella depressione. Anche la presenza di alcune caratteristiche psicologiche ed emotive può contribuire all’anoressia. Può essere presente una personalità con tratti ossessivo-compulsivi, mentre un’altra possibile caratteristica è la tendenza al perfezionismo.
Un ruolo da non trascurare è giocato anche dalla cultura occidentale e dai suoi messaggi relativi alla magrezza che, per esempio attraverso le immagini di modelle e attori, viene proposta sui media come un elemento che contribuisce e fa parte del successo sociale.
*A cura di Franco Marchetti - Medico di Medicina Generale e Giornalista Scientifico, Milano
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