Anche se può non essere facile trattare una giovane affetta da anoressia, in genere la terapia consente di superare il problema facendo riacquisire delle abitudini alimentari corrette e risolvendo alcune della complicazioni della malattia.
L’approccio alla persona che soffre di anoressia è complesso e prevede un intervento multidisciplinare che si prenda carico degli aspetti più strettamente medici, di quelli psicologici e degli spetti dietetici. Esiste inoltre la necessità in alcuni casi di ricorrere a un trattamento d’urgenza per correggere situazioni quali disidratazione, squilibri elettrolitici o problemi psichiatrici.
La psicoterapia, individuale o familiare, e le terapie di gruppo possono offrire un utile contributo insegnando a gestire comportamenti e pensieri che contribuiscono all’anoressia. È stato proposto anche il ricorso alla terapia cognitivo comportamentale, mentre le terapie familiari possono contribuire a risolvere conflitti all’interno della famiglia, oltre a fornire un supporto ai familiari del paziente.
La terapia nutrizionale aiuta il soggetto a seguire una dieta salutare; il dietista fornisce infatti un piano dietetico specifico, con una composizione calorica che aiuta il paziente a raggiungere l’obiettivo di un recupero ponderale. Non esistono invece dei farmaci specifici per il trattamento dell’anoressia, anche se talvolta si ricorre a farmaci antidepressivi, soprattutto per il trattamento di disordini associati, in particolare delle forme depressive.
Una delle maggiori difficoltà nel trattamento dell’anoressia dipende dal fatto che chi ne soffre spesso non vuole essere curato o ritiene di non aver bisogno di terapie. Spesso infatti l’anoressico non considera l’anoressia una malattia, ma piuttosto una scelta di un suo stile di vita.
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