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Artrite reumatoide
Cos'Ť

A cura di: Alexan Alexanian*
Ultimo aggiornamento: Gennaio 2007

 

L’artrite reumatoide (AR) è una malattia delle articolazioni con caratteristiche di progressività e un andamento generalmente cronico che nel tempo conduce all’interessamento di più sedi, tipicamente in modo simmetrico. I tessuti più colpiti all’interno delle articolazioni sono la membrana sinoviale (una sottile membrana che ne riveste la superficie interna e che ha l’importante funzione di mantenerla lubrificata attraverso la produzione di liquido sinoviale), le cartilagini e le ossa, ma in seguito vengono coinvolte anche altre strutture della capsula articolare come borse, tendini e legamenti. L’AR può colpire anche tessuti extra-articolari come occhi, polmoni, cuore e reni. Si tratta della più frequente connettivite sistemica (infiammazione diffusa del tessuto connettivo) e si calcola che ne sia affetto circa lo 0,5-1% della popolazione mondiale essendo da due a tre volte più comune tra le donne che tra gli uomini. Di solito esordisce tra i 20 e i 50 anni, ma può colpire anche bambini ed anziani.

 

Fino a qualche tempo fa si riteneva che i vari trattamenti antireumatici influissero in misura trascurabile sull’esito dell’Artrite Reumatoide nel lungo periodo. In effetti non esiste una cura definitiva, ma con l’impiego di trattamenti adeguati, di una strategia di protezione articolare e di cambiamenti nello stile di vita è comunque possibile condurre un’esistenza lunga e produttiva. Lasciata a sé, invece, l’AR si caratterizza per la presenza di dolori particolarmente tormentosi e in seguito per la comparsa di limitazioni fisiche sempre più invalidanti, logica conseguenza dell’instaurarsi di un processo erosivo, deformante, e a volte anchilosante, a livello delle articolazioni interessate.

 

Alla fine anche le attività più semplici, come aprire una lattina, girare una maniglia, tenere una penna o fare una passeggiata, diventano difficili da eseguire. Nell’arco di dieci anni, circa la metà dei soggetti diventa disabile ed è costretta all’abbandono dell’attività lavorativa. Tra le cause che contribuiscono a rendere l’AR un’affezione che riduce l’aspettativa di vita vi sono: complicanze a livello dei vasi sanguigni (vasculiti), danni renali, malattie cardiovascolari, linfomi ed infezioni (favorite dalle terapie steroidee e immunosoppressive).

 

A differenza dell’osteoartrosi (artrosi), l’AR non è una malattia degenerativa (dovuta cioè a usura delle articolaizoni), ma una condizione primariamente infiammatoria.

 

La causa esatta è sconosciuta. Accanto ad una predisposizione genetica, probabilmente importante anche nel determinare la severità della malattia, si ritiene che abbiano un ruolo fattori ambientali (forse delle infezioni in soggetti predisposti, forse degli squilibri ormonali), anche se non è mai stata dimostrata un’influenza di fattori climatici od occupazionali. Molto probabilmente tabagismo ed etilismo costituiscono fattori di rischio per l’insorgenza dell’AR.

 

La patogenesi è di tipo autoimmune: il sistema immunitario reagisce cioè contro componenti dell’organismo. All’interno delle articolazioni questa alterata risposta immunitaria, testimoniata dalla presenza di diversi tipi di auto-anticorpi, provoca  un’infiammazione che tende ad  auto-mantenersi, sganciandosi dalle cause che l'hanno provocata. Si ha così un aumento di volume della membrana sinoviale, una proliferazione cellulare e un’abbondante produzione di liquido; fattori che col tempo conduconoalla formazione del cosiddetto “panno sinoviale”.

 

Il panno sinoviale, ricco di proteine e di enzimi proteolitici, è responsabile del processo erosivo che gradualmente intacca e poi distrugge la cartilagine articolare arrivando ad interessare in sequenza anche l’osso sottostante (osso sub-condrale) e tutti i tessuti peri-articolari. Alla fine si producono dei fenomeni di dislocazione articolare, con anchilosi secondarie ai processi di rimodellamento osseo e conseguente invalidità.

 

 

 

*A cura di: Alexan Alexanian - Medico di Medicina Generale, Milano

 

 



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tags: artrite, reumatismi


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