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Artrite reumatoide
Convivere con la malattia

La terapia dell’Artrite Reumatoide tipicamente coinvolge una combinazione di trattamenti medici e di strategie di auto-aiuto. Le seguenti procedure costituiscono momenti importanti nella gestione della malattia:

 

Esercizio regolare: differenti tipi di esercizio sono in grado di servire obiettivi diversi. Se si riesce a camminare il passeggiare è un ottimo inizio; se non si è in grado vale la pena di provare la cyclette, con il minimo di resistenza, o degli esercizi per le mani e le braccia. Anche un programma di esercizi da eseguire stando seduti risulta utile. Un’altra opzione è rappresentata dagli esercizi in acqua che vengono offerti da molti centri benessere con piscina. E’ utile esercitarsi a muovere tutti i giorni ciascuna articolazione, con un ritmo lento e regolare, per tutta l’ampiezza consentita (stretch) senza provare dolore. Vanno evitati gli esercizi con scatti e salti. Nel corso degli esercizi si deve mantenere una corretta postura e si deve riservare particolare attenzione alla respirazione: trattenere il fiato può ridurre l’ossigenazione dei muscoli, conducendo ad un facile esaurimento. La comparsa di dolore durante l’esercizio deve indurre la sua interruzione; se il dolore persiste per più di due ore dalla fine dell’esercizio, probabilmente si è esagerato; se persiste per più di qualche giorno si deve consultare il medico.

 

Osservazioni di tipo empirico suggeriscono che applicazioni di caldo o freddo possano produrre beneficio su alcuni sintomi.

 

Applicazione di calore: il calore allenta le contratture e migliora la vascolarizzazione regionale. I modi più semplici per scaldarsi sono costituiti da una doccia o un bagno caldi di 15 minuti. In alternativa si possono usare impacchi caldi o termofori al minimo di temperatura o lampade radianti da 250 watt. Le applicazioni di calore vanno evitate in caso di cute scarsamente sensibile o di difetti della circolazione. Nei periodi di attività dell’AR sono anche vietate l’esposizione solare e le cure termali.

 

Applicazione di freddo nelle fasi di riaccensione: il freddo può far sfumare le sensazioni dolorose oltre a ridurre gli spasmi muscolari. Si possono impiegare impacchi freddi, l’immersione delle articolazioni infiammate in acqua fredda e il ghiaccio. Va evitato in caso di difetti della circolazione e di pregressi episodi di fenomeno di Raynaud.

 

Tecniche di rilassamento: per il controllo del dolore possono servire anche l’ipnosi, la respirazione profonda (yoga), il training autogeno ed altre tecniche di rilassamento muscolare.

 

Adesione alle regole sull’assunzione dei farmaci. Le medicine vanno usate secondo prescrizione medica, in particolare per quanto concerne le dosi e la durata.

 

Antidepressivi. Non esitare a contattare il medico in presenza di sindrome depressiva, di insonnia o di sonno non ristoratore.

 

Riposo. Nelle fasi di dolore acuto delle forme più severe è indicato un riposo completo a letto. Un programma di riposo articolare è comunque utile anche nelle forme meno gravi.

 

Inoltre bisogna tenere presente che dolore, debolezza e sia pur minime invalidità hanno conseguenze pratiche sulla vita quotidiana.

 

Ecco alcuni consigli:

 

  • attitudine positiva: stabilire con il proprio medico un programma di gestione dell’artrite con obiettivi adeguati allo stadio di malattia (a seconda dei casi: completa risoluzione del dolore, prevenzione dell’invalidità, possibilità di conservare particolari abilità come lavarsi, mangiare, vestirsi, etc.). Ciò è importante perché consente di sentirsi parte attiva del trattamento e diversi studi hanno dimostrato che gli individui che vi riescono sperimentano meno dolore e riducono il numero delle visite.
  • uso di ausili: non esitare nell’uso dei tutori: un ginocchio dolorante si giova di una fasciatura di supporto. L’uso di un bastone, dal lato opposto a quello affetto, è in grado di scaricare parte dello stress dal lato colpito.
  • postura: una postura inadeguata determina una cattiva distribuzione del peso che a sua volta conduce ad inappropriate tensioni di legamenti, tendini e muscoli. Il modo più facile per migliorare la propria postura è camminare; per alcuni anche il nuoto.
  • conoscere i propri limiti: non affaticarsi. Riposare ai primi segni di stanchezza: l’artrite rende proni all’esauribilità muscolare. Un breve riposo diurno, che non interferisca con il sonno notturno, può aiutare. Evitare azioni che prevedano lo sforzo dell’articolazione affetta; ad esempio, prediligere utensili per aprire tappi invece di farlo manualmente, usare borse/portamonete/etc. con chiusura lampo, invece che “a scatto”. Distribuire i pesi sollevati su più articolazioni; ad esempio, impugnare una padella pesante con due mani. Usare i muscoli più potenti a disposizione; ad esempio, per aprire una porta pesante è meglio appoggiarvisi piuttosto che spingerla a braccia, per sollevare un oggetto da terra piegare le ginocchia e mantenere la schiena dritta piuttosto che incurvarsi con le ginocchia estese.
  • medicina alternativa: essendo la quasi totalità della ricerca attualmente sostenuta dall’industria farmaceutica, è possibile che alcuni modi tradizionali, a basso costo e non tecnologici, di curare malattie come l’AR non ricevano l’attenzione dovuta da parte della comunità scientifica. In effetti spesso il medico occidentale non sa abbastanza di questi metodi per poterli avallare con cognizione di causa. Non è escluso che alcuni di essi possano avere un ruolo nel trattamento dell’AR.

 

Tra le forme comuni di medicina complementare proposte per l’AR troviamo: braccialetti di rame, integratori dietetici, agopuntura, magnetoterapia, massaggi, etc. E’ consigliata una grande prudenza: molti di questi rimedi si rivelano in realtà costosi e, a volte, nocivi. E’ bene consultarsi con il proprio medico, in particolare se si stanno assumendo dei farmaci, prima di intraprendere uno qualsiasi di questi approcci.



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tags: artrite, reumatismi


Le informazioni fornite sono a scopo divulgativo e non intendono in alcun caso sostituire le indicazioni che possono essere ottenute direttamente da un medico che valuti il singolo caso. Inoltre le indicazioni relative a farmaci, procedure mediche o terapie in genere hanno un fine unicamente illustrativo e non possono sostituirsi alla prescrizione di un medico.


  


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