L’esordio dell’Artrite Reumatoide è generalmente insidioso, pur potendo, a volte, presentarsi in modo acuto e improvviso. L’evoluzione di segni e sintomi ha andamento variabile da individuo a individuo, con possibili periodi di remissione (nei quali i sintomi si attenuano fino a scomparire) alternati a fasi di attività (poussées). Ogni riacutizzazione lascia nuovi esiti rendendo conto del carattere progressivo della malattia. Fin dall’esordio possono coesistere sintomi legati al coinvolgimento articolare e sintomi generali aspecifici – normalmente assenti nell’artrosi – come l’astenia (senso di debolezza) e la febbricola, che a volte precedono anche di due settimane i sintomi articolari.
L’AR tende ad attenuarsi in gravidanza, con possibili riacutizzazioni dopo il parto.
Dolore e tumefazione a livello delle articolazioni affette, in particolare in quelle più piccole delle mani e dei piedi, rappresentano i sintomi più comuni. Le articolazioni interessate, oltre che tumefatte, possono essere calde, a differenza dell’artrosi in cui le articolazioni colpite sono dolenti, ma quasi mai tumefatte e calde. Altri sintomi comprendono dolenzìa generalizzata con rigidità articolare e muscolare (specie al mattino, o dopo periodi prolungati di inattività, e in grado di perdurare anche più di un’ora), limitazione funzionale delle articolazioni affette, perdita di forza (ipostenìa) dei muscoli inseriti a livello delle articolazioni colpite, astenia (anche molto severa nei periodi di riacutizzazione), senso generale di malessere, facilità all’affaticamento, febbricola, deformità articolari (dita “a cucchiaio”, dita “a collo di cigno”, mani “a colpo di vento”) e perdita di peso.
Gonfiore e deformità delle articolazioni possono limitare l’ampiezza dei movimenti, ma anche nelle forme più severe di AR viene conservata la mobilità di molte articolazioni.
Le articolazioni più frequentemente interessate all’esordio sono quelle di polsi, mani, piedi e ginocchia; in seguito possono essere coinvolte anche quelle di spalle, gomiti, mascella e collo (andamento centripeto e aggiuntivo). E’ caratteristico l’interessamento articolare contemporaneo di più articolazioni (poliartrite), spesso in modo bilaterale e simmetrico, tipicamente le nocche (articolazioni metacarpo-falangee) e le dita (articolazioni interfalangee) di entrambe le mani.
Un altro segno caratteristico, presente nel 30-40% dei pazienti, è rappresentato dai cosiddetti noduli reumatoidi. Si tratta di masserelle, per lo più sottocutanee, di dimensioni variabili da un pisello a una noce; si formano nei punti di pressione, specialmente sulle superfici estensorie, in regioni - come gomiti, mani, polsi, piedi e tendini di Achille - sottoposte a sforzi intensi, e/o ripetuti o mantenuti per lungo tempo. I noduli possono formarsi anche altrove, inclusi cuoio capelluto, cavi poplitei (incavi delle ginocchia) e persino polmoni. Di solito non sono dolenti; a causa della loro sede, tuttavia, può essere a volte necessario rimuoverli chirurgicamente nel caso provochino difficoltà al movimento articolare.
Sintomi extra-articolari: come ricordato l’AR è una malattia sistemica e durante il suo decorso, in alcuni pazienti, possono comparire delle localizzazioni extra-articolari, di gravità variabile da caso a caso. La loro presenza, che modifica la prognosi in senso peggiorativo, è più probabile nei soggetti affetti da più tempo, con positività per il fattore reumatoide e malattia articolare importante.
Le manifestazioni cutanee più comuni sono l’atrofia e l’iperpigmentazione, l’eritema palmare e gli esiti cutanei delle vasculiti (infarti delle estremità delle dita e ulcerazioni cutanee, spesso localizzate alle gambe).
Tra le manifestazioni oculari si deve ricordare in primo luogo la cheratocongiuntivite secca. Essa è dovuta all’atrofia dell’epitelio secretorio delle ghiandole lacrimali che determina secchezza della cornea e della congiuntiva che di conseguenza si infiammano; compaiono prurito e bruciore oculare, sensazione di corpo estraneo, fotofobia (fastidio/intolleranza alla luce) e contrazioni involontarie delle palpebre (blefarospasmo) oltre ad altri sintomi oculari. Col trascorrere del tempo è possibile l’insorgenza di complicazioni, quali diminuzione dell'acuità visiva, infezioni, spesso asintomatiche, e ulcerazioni corneali (fino alla perforazione). Si definisce sindrome di Sjögren l’associazione di AR (o di altra malattia autoimmune), cheratocongiuntivite secca, xerostomia (secchezza della bocca e delle labbra) e secchezza di altre mucose. Manifestazioni oculari più rare sono l’uveite anteriore (soprattutto in ragazze con AR giovanile) e l’episclerite.
La manifestazione cardiovascolare più frequente, presente in oltre il 50% dei casi, è la pericardite, un’infiammazione della membrana che ricopre il cuore. Inoltre, spesso per la presenza di noduli reumatoidi, vi possono essere: miocardite, endocardite (rispettivamente infiammazione del muscolo e del rivestimento interno del cuore), insufficienza aortica e difetti di conduzione. Il danno vasale tipico è invece rappresentato dalle vasculiti che possono condurre alla formazione di ulcere agli arti inferiori.
Le manifestazioni pleuro-polmonari prediligono i maschi. La più frequente è la pleurite che, analogamente alla pericardite, è spesso asintomatica. Tra le altre complicanze, oltre alla presenza di noduli pleuro-polmonari, meritano di essere ricordate la fibrosi interstiziale diffusa e le bronchioliti.
A parte la rara, ma grave compressione midollare alta da sublussazione cervicale (con disturbi della sensibilità a livello degli arti superiori ed inferiori, fino alla para- o tetraplegia/paresi), le manifestazioni neurologiche interessano quasi esclusivamente il sistema nervoso periferico. Sono in genere appannaggio di pazienti che soffrono di AR con importante componente infiammatoria da molto tempo e sono rappresentate più spesso da lievi neuropatie sensoriali distali, anche se si può arrivare fino a gravi nevriti. Le complicanze più comuni sono di tipo multinevritico; ai disturbi della sensibilità e al dolore fa rapidamente seguito un deficit motorio che frequentemente interessa i territori del nervo sciatico, ulnare, radiale e mediano. Tra le forme mononevritiche va ricordata quella che può interessare il nervo mediano, con l’insorgenza di una sindrome del tunnel carpale che talvolta può rappresentare la manifestazione d’esordio di un’AR.
Manifestazioni gastroenterologiche: alla già ricordata xerostomia (vedi sindrome di Sjögren), in circa il 60% dei casi si associano la tumefazione della parotide e la disfagia (difficoltà alla deglutizione). La secchezza può coinvolgere bocca, labbra e lingua e nei quadri più avanzati può essere complicata da candidosi, carie e parodontopatia. A livello intestinale vi può essere una sindrome da malassorbimento. Inoltre l’apparato gastrointestinale è probabilmente il più prono a sviluppare malattie di tipo iatrogeno come gastroduodeniti e ulcere, per effetto in particolare dell’uso di farmaci antiinfiammatori non steroidei (FANS).
Altre manifestazioni extra-articolari sono l’amilodosi, l’anemia da infiammazione cronica (con incremento della ferritina) e l’osteoporosi (legata in particolare all’assunzione di corticosteroidi e prevenibile con l’assunzione di particolari farmaci). L’imprevedibilità del decorso ed il carattere persistente del dolore nelle fasi di attività dell’AR sono i principali determinanti della comparsa di una vera e propria sindrome depressiva.
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