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Artrosi
Il trattamento

Se le procedure indicate nel paragrafo ‘convivere con la malattia’ non si dimostrano sufficienti sarà indicata l’assunzione di farmaci. Il paracetamolo è un discreto analgesico, ma un blando antinfiammatorio; dosaggi troppo elevati e prolungati nel tempo possono danneggiare il fegato, specialmente se si consumano anche alcolici. I farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS) riducono sia il dolore che l’infiammazione; tra i FANS da banco troviamo l’ibuprofene e il naprossene, ma sono disponibili anche farmaci più potenti; tra gli effetti collaterali vi sono ronzii alle orecchie, problemi cardiovascolari, tossicità epatica e renale, gastrolesività (il rischio di sanguinamento gastrointestinale viene incrementato dall’uso di cortisone e di alcolici).


Un’articolazione nella quale persista rigidità o tumefazione per più di due settimane o l’esperienza di un qualsiasi effetto collaterale devono indurre ad una consultazione con il proprio medico.  

Oltre a paracetamolo, FANS e COX-2 inibitori (farmaci antiinfiammatori meno gastrolesivi dei FANS, ma con tossicità cardiaca più elevata per alcuni individui) è disponibile, solo su prescrizione, il tramadolo, un analgesico centrale senza attività antinfiammatoria ma efficace sul dolore, che di solito viene usato per trattamenti brevi in occasione di riacutizzazioni; può dare nausea e stitichezza, ma minori effetti collaterali gravi a carico del tratto gastro-intestinale. Opzioni analgesiche più potenti includono la codeina, un oppiaceo che può essere potenziato dall’associazione con il paracetamolo, ed infiltrazioni di corticosteroidi, in numero limitato durante l’anno per il rischio di danneggiare l’articolazione.


Le iniezioni intraarticolari di derivati dell’acido ialuronico (sostanze con proprietà lubrificanti simili ad un componente normale del liquido sinoviale) sono attualmente approvate solo per la gonartrosi (artrosi delle ginocchia). Il sollievo dal dolore può durare un po’ di mesi. I rischi includono infezioni, edemi e dolore articolare.

Il dolore da contrattura antalgica può essere contrastato dall’uso di miorilassanti che tendono a “sciogliere” l’ipertono muscolare; l’astenia è il loro principale effetto collaterale.


La chirurgia viene riservata alle forme più severe, altrimenti intrattabili. Tra le tecniche principali: gli interventi di sostituzione articolare: le superfici articolari asportate vengono sostituite da protesi di plastica o metalliche. Anche e ginocchia sono le sedi più frequenti per questo tipo di intervento, ma spalle, gomiti, dita, etc. possono venire ugualmente operate. Alcune protesi  possono durare fino a 20 anni, ma in generale la durata di una nuova articolazione dipende da come la si usa. La revisione chirurgica di frammenti di cartilagine o di ossa (debridement) viene normalmente eseguita per via endoscopica. In alcuni casi estremi può essere indicata un’osteotomia per riallineare dei capi ossei deviati; a volte si preferirà, invece, procedere alla saldatura permanente di un’articolazione (artrodesi) in modo da aumentarne la stabilità e ridurre il dolore: una caviglia, ad esempio, sarà allora in grado di reggere peso senza dolore, anche se al prezzo di una perdità di flessibilità.


Alcune terapie complementari/alternative vengono studiate con la prospettiva di alcuni risultati
promettenti. L’agopuntura potrebbe dare qualche beneficio nel breve termine. Gli studi su glucosamina e condroitina hanno finora dato risultati controversi. Braccialetti di rame: non vi è alcuna dimostrazione del meccanismo del loro possibile effetto analgesico, ma se non altro sembrano innocui. Tai-chi e yoga: si tratta di discipline che combinano movimenti e distensioni dolci alla respirazione profonda; è possibile che riducendo lo stress, innalzino un po’ la soglia del dolore.



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tags: artrosi, reumatismi


Le informazioni fornite sono a scopo divulgativo e non intendono in alcun caso sostituire le indicazioni che possono essere ottenute direttamente da un medico che valuti il singolo caso. Inoltre le indicazioni relative a farmaci, procedure mediche o terapie in genere hanno un fine unicamente illustrativo e non possono sostituirsi alla prescrizione di un medico.


  


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