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Cefalea a grappolo
Il trattamento

Siccome il dolore insorge improvvisamente e allo stesso modo può recedere nel giro di poco tempo gli analgesici da banco sono generalmente inutili in quanto il dolore si esaurisce spontaneamente prima che producano un effetto apprezzabile. Come per l’emicrania i trattamenti inizialmente proposti dal medico diventeranno in seguito noti al paziente che in larga misura li gestirà autonomamente, ma si ribadisce che l’introduzione di un nuovo farmaco nell’armamentario terapeutico personale va sempre fatta dal medico.

Non esiste un trattamento definitivo per la cefalea a grappolo.

Scopo della terapia è la riduzione dell’intensità e della durata degli attacchi. Vista la velocità con la quale il dolore aumenta è meglio intervenire con farmaci rapidamente attivi e da somministrare per iniezione o inalazione (piuttosto che per via orale) appena l’attacco inizia. I familiari vanno ugualmente istruiti perchè siano in grado di portare aiuto appena possibile.

L’inalazione di ossigeno al 100% tramite una mascherina ad un flusso di 6-8 litri al minuto è in grado di apportare un netto sollievo nel giro di 10-15 minuti in almeno 4 pazienti su 5, anche se talora la somministrazione va ripetuta. Alcuni triptani risultano efficaci anche nella cefalea a grappolo, dove andranno privilegiate le formulazioni per iniezione o, in seconda battuta, per via nasale; non sono raccomandati in caso di ipertensione o di coronaropatia. La diidroergotamina è di prevalente uso ospedaliero e per alti dosaggi dà facilmente nausea. Altri farmaci studiati sono l’octreotide e la lidocaina.

Sia pur raramente vi sono situazioni nelle quali val la pena di ricorrere anche ad un opzione chirurgica che può rivelarsi fonte di sollievo per la maggior parte di coloro che soffrono della forma cronica. I candidati alla  chirurgia – che in ultima analisi ha come bersaglio parti del nervo trigemino – devono soffrire di una cefalea a grappolo rigorosamente monolaterale, altrimenti rischiano di non ottenere alcun risultato. Le varie procedure (convenzionali o radiochirurgiche) possono essere eseguite solo una volta e possono lasciare una residua debolezza motoria o una perdita sensoriale di alcune aree del capo.

La ricerca è attualmente impegnata nella ricerca di nuovi farmaci oltre che nello sviluppo di stimolatori da impiantare a livello del nervo occipitale o dell’ipotalamo.



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tags: cefalea, emicrania, mal di testa


Le informazioni fornite sono a scopo divulgativo e non intendono in alcun caso sostituire le indicazioni che possono essere ottenute direttamente da un medico che valuti il singolo caso. Inoltre le indicazioni relative a farmaci, procedure mediche o terapie in genere hanno un fine unicamente illustrativo e non possono sostituirsi alla prescrizione di un medico.


  


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