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Cervicalgie
Cos'è

A cura di: Emiliano Chisci*
Ultimo aggiornamento: Dicembre 2007

 

Per cervicalgia si intende un dolore localizzato al collo che spesso si irradia superiormente al capo o inferiormente alla spalla e al braccio, con sintomi nevritici molto variabili. Circa il 90% della popolazione segnala dolore al collo che nel 15% diviene cronico. I dolori al collo, così come per altre forme dolorose, sono fonte di elevati costi sociali (giornate di lavoro perse e cause di invalidità) e sanitari (terapie continue); pur  sopportati dall’individuo che ne è affetto, peggiorano il rendimento personale, sono fonte di stress e riducono la qualità e lo stile di vita.

 

Il collo è la parte anatomica, insieme alle mani, più scoperta e la sezione del rachide più mobile. Spesso si osserva una limitazione funzionale del collo che può comportare un blocco completo.  I pazienti lamentano scricchiolii dolorosi che riducono i movimenti e influiscono negativamente sull’umore. Il quadro può complicarsi se alla cervicalgia si associa un forte mal di testa ("cefalea miotensiva") che a sua volta spesso si accompagna ad emicrania, instabilità, giramenti di testa e perdite dell’equilibrio. Possiamo inoltre riscontrare dolori al volto, al cuoio capelluto e agli orecchi. Le cervicalgie causano talvolta dolori agli arti superiori e alle spalle, più frequentemente però dopo i 40 anni: spesso alla base di queste vi possono essere patologie impegnative come l'artrite, l'osteoporosi, una frattura o una distrazione muscolo-articolare. In questo caso il dolore di tipo nevritico si manifesta attraverso scosse a volte lancinanti che possono arrivare sino alla mano e alle dita con sintomi quali  formicolio, intorpidimento e perdita di forza. Il torcicollo invece, è un blocco funzionale del collo in posizione viziosa che può essere veramente tenace e perdurare mesi, anni o addirittura a vita.

 

Chi ha esperienza di questa patologia può rendersi conto che i trattamenti possono eliminare il dolore temporaneamente, ma che questo tende a ripresentarsi se non si modificano i fattori che lo hanno indotto. Sono molti i pazienti che arrivano dal medico con la convinzione di aver fatto tutte le terapie possibili per risolvere i loro problemi; obiettivo della Neck school, che tradotto letteralmente significa scuola per il collo e nasce dall’esigenza di avere un’alternativa per la cura e la prevenzione delle cervicalgie. è quello di insegnare a curare e prevenire queste situazioni, adottando gli accorgimenti più opportuni e specifici per quell’episodio. Alla Neck school il lavoro è di gruppo: copartecipano il fisiatra, fisioterapisti, ma anche altri specialisti.

 

L’equipe, variabile per composizione e numero, ha il compito di insegnare al paziente a riconoscere i motivi del suo dolore e a richiedere l’intervento dello specialista, o adottare misure adeguate come posture e movimenti corretti. Per esempio una banale contrattura da stress può giovarsi di riposo in collare, una seria brachialgia richiede l’intervento del medico.

 

E’ dimostrato che le school e le loro regole di autotrattamento sono più efficaci nella gestione a lungo termine del dolore e comportano un risparmio di terapie fisiche e farmacologiche, delle quali spesso il paziente abusa.  Questo documento oltre ad insegnare a convivere con il dolore, vuole offrire un promemoria di consigli e di esercizi da ripetere quotidianamente a casa, nonchè rendere più partecipi e consapevoli della salute del proprio collo i pazienti che frequentano una Neck school.  La Neck school, come la Back school, fornisce una nuova reale opportunità per l’educazione del paziente con disturbi al rachide e quindi permette di iniziare quel processo di prevenzione fondamentale per limitare le recidive e la cronicizzazione. Il paziente viene istruito sull’anatomia cervicale, la biomeccanica, la patologia e l’ergonomia per raggiungere gli obbiettivi prefissati.

 

I pazienti acquistano familiarità con il collo e con le più comuni affezioni cervicali. Qualsiasi preconcetto o miti che il paziente ha sul dolore al collo vengono sfatati attraverso la discussione e l’educazione. Il paziente dovrà adottare le misure preventive contro la possibilità di ulteriori lesioni facendo sì che siano incorporate in tutte le attività quotidiane.

 

Nel 1969 a Stoccolma nasce la prima School, poi negli anni successivi l’idea si diffonde in Canada, Stati Uniti, Francia e agli inizi degli anni ottanta approda in Italia. Da questa esperienza pluridecennale nasce l’idea della Neck school, poiché i risultati, ormai validati per la Back school sono sempre  più incoraggianti.

 

Al paziente si insegnano nozioni teoriche e pratiche su come difendere il proprio collo dal dolore: quindi la Neck school rappresenta un programma di autorieducazione.

 

La vera riabilitazione inizia alla fine del corso, quando il paziente comincia a mettere in pratica nell’attività quotidiana quello che ha appreso nelle settimane precedenti. Il paziente non deve essere un esecutore acritico di esercizi, ma un protagonista nella gestione del proprio dolore: gli si insegna come prevenire la propria patologia e cosa succede a livello del proprio rachide cervicale, perché la consapevolezza e l’informazione sono sempre parti importanti del processo terapeutico.In sede di visita ambulatoriale vengono selezionati i pazienti in riferimento soprattutto a due quadri patologici: 1) la cervicalgia posturale, cinetica e statica, 2) la cervicobrachialgia con dolore in sede o irradiato o semplicemente riferito (quest’ultimo in assenza di segni neurologici) e 3) sindromi cervicali ascendenti e discendenti.

 

Controindicazioni a partecipare sono: 1) Gravi deficit cognitivi, 2) Mancanza di collaborazione, 3) sintomatologia dolorosa in fase acuta con patologie associate (lombalgia, sindromi vertiginose, polimialgia reumatica, instabilità atloassiali, stenosi del canale vertebrale, etc.) che rendano impossibile l’esecuzione degli esercizi e 4) Brachialgie di interesse chirurgico 

 

Nella parte teorica della Neck school, il fisiatra ha il compito di spiegare a brevi cenni la filosofia della Scuola e la sua storia, per poi affrontare l’anatomia, la fisiologia del rachide cervicale e l’eziopatogenesi della cervicalgia posturale. Quindi fornisce nozioni di igiene posturale con l’ausilio di vario materiale didattico (diapositive, video, CD-Rom). I suggerimenti posturali vengono riferiti a situazioni reali della vita quotidiana, a casa, a lavoro, durante gli hobby, nella movimentazione dei carichi etc., lasciando ampio spazio alle domande e alle curiosità del paziente stesso. I principi base di una corretta igiene posturale si riconducono concettualmente a tre linee di condotta:(1) evitare posizioni estreme delle articolazioni (qualunque esse siano) per lunghi periodi;(2) evitare posizioni protratte (la stessa posizione anche se corretta non va mantenuta per più di 30-40 minuti); (3) evitare movimenti rapidi.

 

Il collo è il segmento più mobile del nostro rachide costituito da 7 vertebre, impilate le une sopra le altre.  Sapere come funziona un collo sano può essere di notevole aiuto: una buona conoscenza del corpo è fondamentale per capire i  problemi e per cercare di risolverli. Il collo è composto da una serie di elementi con la funzione di sostenere la testa e unirla al resto del corpo. Alcuni muscoli cervicali oltre a funzioni posturali e motorie hanno anche funzioni masticatorie. In dettaglio, le strutture che fanno parte del collo:

 

Le vertebre: sono le ossa portanti del collo che si articolano tra di loro mediante i dischi intervertebrali e le faccette articolari posteriori; sono formate davanti dal corpo vertebrale e dietro dalle faccette articolari; l’apposizione delle vertebre forma il canale midollare che protegge il midollo spinale.

 

Fig.:Il midollo spinale, le vertebre, i dischi intervertebrale e la fuoriuscita dei nervi dal canale midollare

I dischi intervertebrali: sono costituiti di fibrocartilagine e stanno tra vertebra e vertebra; hanno il compito di ammortizzare il carico e di consentire un maggior movimento articolare. Il complesso di due vertebre e del disco intervertebrale interposto costituisce l’unità motoria.

 

I legamenti: è un importante sistema che tiene saldamente unite le vertebre evitando possibili  traslazioni di queste durante i movimenti di flesso-estensione e di lateralità.

 

I muscoli: mediante inserzioni sulle vertebre e sulle ossa vicini (scapola, clavicola) consentono il movimento del collo.

 

I forami intervertebrali: situati tra vertebra e vertebra sono di fondamentale importanza in quanto da qui fuoriescono i nervi spinali.

 

I nervi: danno alla regione cervicale e brachiale, sensibilità e motricità

 

Il collo è dotato di notevole flessibilità permettendo alla testa di compiere una rotazione di 160° di guardare in alto e in basso, di piegarsi lateralmente;in com-plesso grazie alla sua elasticità riesce a compiere 6 movimenti orientati nello spazio. La funzione principale della colonna cervicale è quella di sostenere la testa, consentirle di muoversi in molte direzioni focalizzando lo sguardo e l’udito verso lo stimolo; inoltre rappresenta una protezione per il midollo e il fascio vascolo-nervoso. Difatti il rachide dorsale è limitato dalla cassa toracica e quello lombare ha prevalenti funzioni di sostegno. D'altro canto, il collo non è circondato né protetto da altre strutture e risulta quindi il più vulnerabile dei tratti del rachide. Perciò la flessibilità per quanto utile e necessaria per la vita quotidiana, è spesso causa di tensioni e sollecitazioni eccessive.

 

 

I MUSCOLI DEL COLLO: Sono numerosi; di fatto ne ricorderemo solo alcuni: sternocleidomastoideo, trapezio, massetere e temporale (che intervengono anche nella masticazione, con importanti ripercussioni sia su patologie della temporo-mandibolare quali il bruxismo e cervicali, quale la cefalea muscolotensiva), muscolo elevatore della scapola, muscoli spino-appendicolari. Sono dei muscoli molto forti che hanno il compito di sorreggere il collo durante il continuo movimento giornaliero.

 

 

*A cura di:

Emiliano Chisci - Medico Chirurgia Vascolare, Azienda Ospedaliera Universitaria Senese

 



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tags: emicrania, mal di testa


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