In caso di cirrosi epatica il trattamento nella fase di compenso è rivolto ad eliminare, quando possibile, la causa della malattia epatica. Nelle fasi di scompenso invece la terapia è rivolta al trattamento delle complicanze.
Ascite: viene trattata con diuretici, riposo, dieta iposodica, se necessario infusioni di albumina. In casi di non risposta alla terapia si può eliminare il liquido addominale mediante “paracentesi” (aspirazione tramite un ago posto per via percutanea nella cavità addominale). In casi selezionati si può ricorrere ad una tecnica radiologica (TIPS) che permette di ridurre l’ipertensione portale, tuttavia questa è una tecnica gravata da effetti collaterali importanti primo dei quali l’insorgenza di encefalopatia epatica. Dovrebbe essere valutata in questi pazienti la possibilità di trapianto.
Encefalopatia epatica: Poiché molte delle sostanze tossiche che agisco sul cervello vengono prodotte dal metabolismo delle proteine (ammonio ad esempio) e dai batteri presenti nell'intestino, la terapia della encefalopatia è basata su una alimentazione con ridotto contenuto di proteine animali, e su farmaci che tengano pulito l'intestino (lassativi come il lattulosio e antibiotici non assorbibili). Nei casi più gravi in cui l’encefalopatia insorge in modo acuto e spesso porta rapidamente al coma, è segno di insufficienza epatica acuta e la terapia è rivolta a garantire le funzioni vitali. In questi casi la pulizia intestinale si effettua mediante clistere con lattulosio.
Emorragia digestiva: il trattamento è endoscopico, dopo stabilizzazione dei parametri vitali del paziente. In caso si sia a conoscenza della natura dell’emorragia prima di iniziare la terapia endoscopica si somministrano farmaci che riducono la pressione venosa (somatostatina) e antibiotici per ridurre le complicanze. La terapia endoscopica prevede l’arresto dell’emorragia mediante legatura elastica della varice sanguinante o mediante iniezione di sostanze sclerosanti. Nei casi più gravi può essere necessario posizionare un palloncino esofageo che tampona momentaneamente l’emorragia e permette in un secondo tempo di effettuare la terapia endoscopica. Anche in questo caso si può ricorrere alla TIPS sia in urgenza che nella prevenzione del risanguinamento.
L’emorragia varicosa dovrebbe tuttavia essere prevenuta mediante terapia medica o endoscopica a secondo dei casi.
Peritonite batterica spontanea: necessita sempre di ricovero. I farmaci da somministrare sono antibiotici per via endovenosa: cefalosporina di III generazione (cefotaxime o ceftriaxone) o amoxicillina-clavulanico, o antibiotico-terapia indicata dall’antibiogramma del liquido ascitico. La terapia va mentenuta fino alla scomparsa dei segni di infezione (neutrofili del liquido ascitico < 250/mm3). Si somministra inoltre albumina umana. Terminata la fase acuta è necessario effettuare una profilassi per prevenire la recidiva.
Sindrome epatorenale: necessita sempre di ricovero perchè ad elevatissimo tasso di mortalità. Le terapie utilizzate sono diverse e si basano sull’uso di farmaci vasocostrittori o adrenergici (terlipressina, octreotide, midodrina), sempre in associazione all’infusione di albumina umana.
Le informazioni fornite sono a scopo divulgativo e non intendono in alcun caso sostituire le indicazioni che possono essere ottenute direttamente da un medico che valuti il singolo caso. Inoltre le indicazioni relative a farmaci, procedure mediche o terapie in genere hanno un fine unicamente illustrativo e non possono sostituirsi alla prescrizione di un medico.