A cura di: Franco Marchetti*
Ultimo aggiornamento: Aprile 2007
Come lascia intuire il nome, la cistite è un’infiammazione della vescica provocata in genere da un’infezione batterica. Si tratta di un disturbo che, sebbene fastidioso e doloroso, non espone di solito chi ne è affetto a pericoli particolari. L’unico rischio si ha in caso di risalita dell’infezione lungo l’apparato urinario, con conseguente interessamento dei reni.
La vescica fa parte dell’apparato urinario che comprende i reni, dove viene prodotta l’urina, gli ureteri, i condotti che veicolano l’urina dal rene alla vescica che funge da serbatoio, e l’uretra, il condotto di collegamento con l’esterno. Nella maggior parte dei casi la cistite si verifica in seguito alla risalita di germi attraverso l’uretra; una volta raggiunta la vescica i batteri riescono ad aderire alle sue pareti e a moltiplicarsi dando luogo all’infezione. Più raramente i microrganismi possono raggiungere l’apparato urinario provenendo da un’infezione in un’altra parte dell’organismo.
Da parte sua l’organismo è preparato a difendersi dalla possibile aggressione da parte dei batteri: le pareti della vescica per esempio producono delle sostanze capaci di prevenire l’adesione dei microrganismi. Tuttavia esistono alcuni fattori che possono favorire la penetrazione e la moltiplicazione dei germi. Il primo di questi fattori è rappresentato dal sesso: le donne sono maggiormente predisposte alle cistiti, tanto che si stima che il 20 % di tutte le donne prima o poi vadano incontro a una cistite nel corso della vita. Ciò dipende principalmente da ragioni anatomiche: la loro uretra è molto più breve di quella del maschio; inoltre è possibile la presenza di microrganismi nell’area genitale e gli stessi rapporti sessuali possono favorirne l’accesso all’uretra. Altri fattori di rischio coinvolgono invece entrambi i sessi. Un fattore predisponente alle cistiti, e in generale alle infezioni delle vie urinarie, è rappresentato da un’ostruzione al flusso urinario, come può accadere in presenza di calcoli o, questa volta nel maschio, di un’ipertrofia prostatica. Anche alcune malattie come il diabete e le condizioni che possono alterare le difese immunitarie sono in grado di aumentare il rischio di cistiti, mentre una della cause più frequenti, soprattutto delle infezioni contratte durante un ricovero ospedaliero, è rappresentata dal posizionamento di un catetere vescicale.
Il microrganismo responsabile della maggior parte delle cistiti è l’Escherichia coli, un batterio normalmente ospite dell’intestino umano e che può essere quindi presente con facilità nella regione anogenitale.
*A cura di:
Franco Marchetti - Medico di Medicina Generale e Giornalista Scientifico, Milano