L’infezione subclinica da HPV probabilmente dura tutta la vita. La terapia è pertanto indirizzata più alla distruzione delle escrescenze che all’eliminazione del virus che si dimostra non, o difficilmente, eradicabile (l’assenza di pericapside rende il virus stabile e resistente a vari trattamenti):
- molti partner hanno infezioni subcliniche da HPV, senza saperlo e senza escrescenze apparenti;
- l’uso di preservativi riduce il rischio di trasmissione a partner non infetti.
Circa il 30% dei condilomi regredisce senza trattamento. In caso di sintomi quali prurito, bruciore, dolore o di lesioni visibili che provocano disagio, il medico è in grado di proporre diverse opzioni terapeutiche, sia mediche che chirurgiche.
Come detto è possibile che il virus sottostante non sia completamente eliminato e che i condilomi possano ricomparire in seguito: può essere necessario dover ripetere il trattamento diverse volte prima di riuscire ad estirpare le lesioni.
Anche se i trattamenti standard si dimostrano efficaci nella maggior parte dei casi, non esiste un singolo trattamento ideale per tutti i condilomi, in tutti i pazienti. Tutte le persone con cui si sono avuti rapporti sessuali vanno trattate.
Ecco una sintesi dei trattamenti disponibili:
- Caustici/acidi per bruciare i condilomi: si può utilizzare l’acido tricloroacetico che va sempre applicato da un medico.
- Soluzione cutanea di podofillotossina al 0.5%: si tratta di una procedura semplice (di solito, 2 applicazioni al dì per 3 giorni consecutivi), ma la tendenza al sovrattrattamento da parte dei pazienti determina spesso infiammazione e pertanto si consiglia di evitare l’autosomministrazione. Controindicata in gravidanza e per uso interno.
- Crema di Imiquimod al 5%: 3 volte alla settimana per una durata variabile da 1 a 4 mesi. Può indebolire l’efficacia contraccettiva di profilattici e diaframmi.
- Interferone (alfa, beta o gamma): può essere somministrato per via locale o sistemica, e per iniezioni intralesionale. E’ sempre un trattamento specialistico.
Trattamenti chirurgici
. Sono indicati in caso di condilomi più estesi, di condilomi che non rispondano alla terapia medica, o in caso di gravidanza. Le opzioni chirurgiche più importanti sono:La criochirurgia, in particolare per condilomi piccoli e multipli. Gli effetti collaterali attesi della criochirurgia comprendono: dolore, gonfiore, vescicole, bolle e a volte necrosi. Le complicazioni possibili comprendono: modesto rischio d’infezione, sanguinamento, cicatrici abnormi, discromie, formicolii e alopecia.
L’elettrocauterizzazione.
La laserterapia è più costosa ed è in genere riservata a lesioni molto estese e altrimenti difficili da trattare. Anche in questo caso possono residuare: discromie, cicatrici abnormi ed infezioni.
La
chirurgia escissionale classica, in anestesia locale.
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