A cura di: Alexan Alexanian*
Ultimo aggiornamento: Febbraio 2007
La dermatite da contatto (DC), condizione comune detta anche eczema topico, è una malattia della pelle dovuta ad una risposta infiammatoria ad uno stimolo esterno: l’esposizione della cute a particolari sostanze determina cioè una reazione flogistica. I sintomi più frequenti della DC sono quelli tipici di tutte le dermatiti (neurodermatite, dermatite seborroica, dermatite da stasi, dermatite atopica, dermatite periorale, etc.): principalmente edema, arrossamento e prurito. Si tratta di un’affezione cutanea non minacciosa per la vita né contagiosa, ma comunque fastidiosa, fonte di costante preoccupazione e a volte anche dolorosa. A seconda dei casi, la DC può risolversi, anche senza cure, in poche settimane oppure può richiedere attenzione medica e trattamenti che possono protrarsi anche a lungo termine.
I meccanismi attraverso i quali l’esposizione della cute a una sostanza esterna può determinare la DC sono due, dando comunque luogo a forme che, per analogia delle loro caratteristiche cliniche e a volte istologiche, sono spesso indistinguibili. Le fasi che ne segnano lo sviluppo sono così riassumibili: penetrazione dello strato più superficiale dell’epidermide (la cosiddetta barriera cornea), interazione con le cellule dell’epidermide e del derma, interazione con il sistema immunitario e, infine, risposta infiammatoria.
1. dermatite allergica da contatto (DAC); in questo caso entra in gioco una reazione di “ipersensibilità ritardata”. Si tratta di una modalità di reazione allergica i cui responsabili principali sono dei particolari globuli bianchi, i linfociti T. Una volta che queste cellule si sensibilizzano nei confronti di determinate sostanze (gli “apteni”, dei pezzetti di antigeni, che diventano tali legandosi alle proteine presenti nell’epidermide) è sufficiente anche una breve esposizione a un piccolo quantitativo di allergene perché si producano le lesioni tipiche della DC. Le DC professionali sono di natura allergica nel 50% dei casi, ma il problema è rilevante anche in ambito extraprofessionale.
Responsabili della DAC sono sostanze chimiche semplici, con peso molecolare tra 500 e 1000 dalton. Sono spesso implicati metalli come il nickel, il cromo e il mercurio, elementi della gomma (presenti in elastici, guanti, scarpe), sali di cromo (il bicromato di potassio è presente nella concia dei pellami, per esempio nelle scarpe), bigiotteria, amine aromatiche (presenti nelle tinture per capelli); sostanze profumate e conservanti come parabeni, kathon e quaternium presenti in profumi e cosmetici (soprattutto creme, fondo tinta e fard); piante come l’edera velenosa (specialmente in America), la quercia e lerba di San Giacomo; coloranti; farmaci, soprattutto topici, come la neomicina (antibiotico spesso presente in crema), la difenidramina e la prometazina (antistaminiaci), la benzocaina (anestetico) e, più raramente, altre sostanze.
Il nickel rappresenta la causa più comune di DAC ed è praticamente ubiquitario (orecchini, collane, bracciali, orologi, tubetto del rossetto, bottoni e montature metallici, etc.); il ruolo del nickel nella dieta è controverso, essendo presente nella soia, nei legumi, spinaci, datteri, mandorle, nocciole, liquirizia, lievito, cacao, grano integrale e saraceno.
2. dermatite irritativa da contatto (DIC); in questo caso una varietà di stimoli chimici, fisici o biologici sono in grado di arrecare una lesione diretta; la flogosi è facilitata dalla compromissione dei lipidi dello strato corneo della barriera cutanea; gli agenti che attraverso un contatto diretto possono innescare la DIC sono molti:
- chimici: ossidanti (permanganati, acido cromico, iodio libero, bromo, ipocloriti, solfati, nitrati), disidratanti (acidi e alcali forti, ammoniaca, soluzioni saline concentrate), cheratolitici (resorcina, acido acetilsalicilico), solventi dei grassi (alcool, etere, cloroformio)
- fisici: traumi meccanici ripetuti, calore, freddo, agenti ionizzanti; le radiazioni luminose sono responsabili delle fotoallergie da contatto, in quanto esaltano il potere immunogeno di sostanze quali l’essenza di bergamotto o di alcuni profumi e farmaci
- biologici: vegetali (ortica, cactus, lattice di fico), animali (punture di insetti, vespe, api, flebotomi, pesci).
La DIC più frequente è quella delle mani; saponi e detergenti ne sono la causa principale.
La DIC è più frequente della DAC. In generale è necessaria una maggior quantità di irritanti, e per un periodo più lungo, per indurre la malattia rispetto a quanto richiesto da un allergene.
*A cura di: Alexan Alexanian - Medico di Medicina Generale, Milano
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