La patologia ha una manifestazione difficilmente confondibile con altre, al limite, all’esordio in alcuni casi può sembrare un caso di indigestione o di intossicazione alimentare se la nausea è importante, in realtà molto presto nel decorso della malattia si manifesta il sintomo principe che da il nome alla malattia, la diarrea. Difficile quindi avere dubbi alla diagnosi.
La vendetta di Montezuma si manifesta tipicamente con feci liquide o poltacee, spesso con forte odore, a ciò si accompagna spesso: nausea, vomito, malessere generale più o meno accentuato, crampi addominali e dolore, eruttazioni e meteorismo.
Sintomo non sempre presente, ma che può manifestarsi anche in relazione allo stato infiammatorio in cui si trova il malato è la febbre, di solito lieve può essere anche elevata, soprattutto se si instaura una forte disidratazione.
Fortunatamente la maggior parte dei casi si risolve nel giro di pochi giorni (3-4 giorni) con il ritorno ad un perfetto stato di salute del soggetto affetto. Non impossibili sono però le cronicizzazioni con durate di oltre un mese, spesso a causa di una non corretta igiene alimentare o per le condizioni di salute di base del soggetto colpito.
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