*A cura del Gruppo EBM
Ultimo aggiornamento: Maggio 2007
La diarrea è un sintomo che può essere associato a varie condizioni morbose. Viene convenzionalmente distinta in acuta quando dura meno di 4 settimane e cronica quando dura più di 4 settimane. Le forme acute hanno un origine infettiva o tossi-infettiva nel 70% dei casi e sono legate a infezioni batteriche, virali, parassitarie o fungine. Le forme croniche sono meno frequenti e meno frequentemente dovute ad infezioni. Ad oggi la diarrea rimane la prima o la seconda causa di morte nei paesi in via di sviluppo, specie nella prima e nella seconda infanzia. Nei paesi occidentali bambini fino ai 5 anni di età manifestano uno o due episodi l’anno, nei paesi in via di sviluppo questa frequenza raddoppia o triplica.
Per quel che riguarda le diarree di origine batterica queste possono essere distinte in due grandi classi, in base al meccanismo con il quale si determina la diarrea: diarrea mediata da tossine e diarrea da patogeni invasivi.
Diarrea mediata da tossine: la diarrea è dovuta ad una stimolazione mediata dalla tossina prodotta dal batterio, che generalmente colonizza il piccolo intestino. Le forme più frequenti sono quelle legate all’infezione da V. Cholerae, V. parahaemolyticus e ad alcuni ceppi di Escherichia Coli. La diarrea da V. cholerae è rara nei paesi sviluppati ma frequente nei paesi tropicali. Si trasmette tramite acqua e cibi contaminati, mentre è difficile la trasmissione interumana. Nel 5% dei casi i soggetti che hanno avuto l’infezione continuano ad essere portatori del batterio che si localizza nella colecisti (portatore sano). Le forme legate al V. parahaemolyticus sono caratteristiche dei paesi dell’estremo Oriente, si trasmettono mediante ingestione di pesci o crostacei crudi.
Diversi sono i ceppi di Escherichia Coli responsabili della diarrea, tra questi un ceppo è responsabile della maggior parte delle diarree del viaggiatore (che si manifestano in soggetti che dai paesi sviluppati soggiornano in paesi tropicali). Si trasmette tramite bevande e cibi contaminati e nei paesi in via di sviluppo è responsabile di una percentuale elevata (fino alla metà dei casi) degli episodi di diarrea infantile. Un altro ceppo è invece responsabile di epidemie in paesi nordici quali Canada o Gran Bretagna, e si trasmette tramite la carne di hamburger o acqua contaminate e anche per via interumana.
Diarrea da patogeni invasivi:
Le infezioni più frequenti sono dovute a Shigella, Salmonella, E. Coli enteroinvasivo, Campylobacter e Yersinia. In questo caso i batteri invadono la mucosa del grosso intestino (colon) e danno luogo a diarrea ematica (con sangue) e febbre.
L’infezione da Shigella è diffusa in tutto il mondo, colpisce prevalentemente i bambini fino a 6 anni d’età, la via di trasmissione è interumana, è infatti caratteristica delle comunità. L’infezione da Salmonella non tifica, di cui ne esistono diverse forme, è piuttosto comune e viene trasmessa mediante cibi contaminati, mosche, e per via interumana in ambienti con scarsa igiene. Anche gli animali ne sono infetti e spesso in modo asintomatico, caratteristica è la malattia nel pollame e quindi la contaminazione della uova. L’infezione da campylobacter sembra essere responsabile del 5-10% delle diarree negli Stati Uniti, è legata all’assunzione di cibi mal cotti e contaminati. Il serbatoio di infezione sono gli animali, anche domestici, in particolare cani, polli, bovini, suini ed ovini. L’infezione da Yersinia è più frequente negli stati del Nord Europa, le epidemie sono legate ad assunzione di latte e gelati contaminati, anche in questo caso sembra che il serbatoio siano gli animali, anche domestici.
*A cura del Gruppo EBM Gastroenterologia San Filippo Neri Roma, per AIGO
Vi informiamo che se volete prendere visione delle informazioni riservate ai medici è necessario inserire Login e Password. Se non siete ancora registrati
cliccate qui
tags:
diarrea,
infettivo,
mal di pancia Le informazioni fornite sono a scopo divulgativo e non intendono in alcun caso sostituire le indicazioni che possono essere ottenute direttamente da un medico che valuti il singolo caso. Inoltre le indicazioni relative a farmaci, procedure mediche o terapie in genere hanno un fine unicamente illustrativo e non possono sostituirsi alla prescrizione di un medico.