Il trattamento della dispepsia funzionale, come avviene per tutti i disturbi funzionali dell’apparato gastrointestinale, prevede un corretto approccio da parte del medico per rassicurare il paziente sulla natura “benigna” dei suoi disturbi, che sono reali, ma influenzati da componenti psicoemotivi, e comunque che la patologia non è progressiva e non comporta pericolo di vita. L’approccio farmacologico non è univoco, data la difficoltà di comprendere la causa dei sintomi. Fondamentalmente tre sono le classi di farmaci che vengono utilizzate, il consiglio è quello di preferire trattamenti brevi e ripetuti piuttosto che duraturi nel tempo, indipendentemente dal farmaco utilizzato.
INIBITORI DELLA SECREZIONE ACIDA (inibitori della pompa protonica e H2 recettori antagonisti). La loro efficacia è stata valutata in molti studi, alcuni dei quali di scarsa qualità. L’efficacia varia notevolmente nei diversi lavori e complessivamente si ottiene una remissione dei sintomi che è del 15-30% in più nei pazienti che assumono terapia rispetto al placebo. La terapia dovrebbe essere effettuata per un periodo di almeno 4 settimane.
PROCINETICI: anche in questo caso molti studi hanno analizzato l’efficacia di questa classe di farmaci rispetto al placebo, anche in questo caso si ottiene un miglioramento dei sintomi del 50% in più nei pazienti trattati.
ANTIDEPRESSIVI: vengono utilizzati soprattutto nella sindrome del colon irritabile, e pochi sono gli studi che valutano l’efficacia di questi farmaci nella dispepsia, tuttavia anche in questo caso si sono ottenuti buoni risultati con terapie della durata minima di 4 settimane.
TERAPIA ERADICANTE HELICOBACTER PYLORI: il ruolo dell’infezione da Helicobacter P. nella dispepsia funzionale è controverso e molti lavori hanno valutato l’efficacia di questo trattamento. Complessivamente il guadagno della terapia eradicante sulla risoluzione dei sintomi rispetto al placebo è minimo, tuttavia le linee-guida internazionali ne approvano l’utilizzo.
TERAPIE ALTERNATIVE: anche l’ipnoterapia è stata valutata nei pazienti affetti da dispepsia funzionale, mostrando una significativa riduzione della necessità di farmaci e visite mediche, tuttavia i risultati sono ancora da confermare.
A cura del Gruppo EBM Gastroenterologia San Filippo Neri Roma, per AIGO
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