A cura di: Fabrizio Pregliasco e Stefano Schieppati*
Ultimo aggiornamento: Settembre 2007
Col termine Febbre Gialla si indica una patologia ad eziologia virale, l’agente appartiene alla famiglia dei Flavivirus, che si trasmetta da soggetti infetti a soggetti suscettibili attraverso un vettore rappresentato dalla zanzara Aedes Aegypti Il virus si trasmette sempre attraverso la puntura del vettore ma riconosce due differenti cicli, il primo che prende il nome di “ciclo della giungla” coinvolge zanzare che hanno come habitat la giungla stessa e primati con cui tipicamente le stesse vengono in contatto; il secondo, detto “ciclo urbano”, comincia allorquando l’uomo recandosi nella giungla offre un nuovo obiettivo alle zanzare infette che lo pungono, al ritorno in città il soggetto così infettato può diffondere l’infezione se altre zanzare lo pungeranno e quindi si infetteranno e rilasceranno il virus in un secondo momento pungendo altri uomini.
La descrizione di questo ciclo rende conto delle zone di interesse della malattia che per insediarsi ha bisogno della vegetazione e del clima tipico delle zone con alta concentrazione di vegetazione equatoriale, le giungle appunto.
La malattia è endemica nelle zone urbane e forestali delle regioni tropicali e subtropicali dell’Africa, dell’America meridionale (Bolivia, Brasile; Colombia, Ecuador, Perù), Panama.
La febbre gialla si sviluppa a partire dai 3 - 6 giorni successivi la puntura di zanzara ed ha carattere acuto con esordio improvviso e di breve durata, con una gravita variabile, il soggetto malato può essere accudito senza restrizioni di sorta poiché non è direttamente contagioso.
L’infezione coinvolge fegato e reni che possono andare incontro ad insufficienza d’organo, inoltre sono presenti manifestazioni emorragiche, l’ittero testimonia un aggravamento delle condizioni che possono condurre a morte il 20 – 50% dei soggetti successivamente a shock o coma (epatico o renale). Il tasso di letalità generale della malattia si attesta intorno al 10% anche se durante alcune epidemie si è arrivati ad osservare un tasso dell’80%.
*A cura di:
Fabrizio Pregliasco - Ricercatore Universitario per la disciplina Igiene Generale ed Applicata presso l'Istituto di Virologia dell' Università degli Studi di Milano
Stefano Schieppati - Medico Virologia , dell' Università degli Studi di Milano
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