Il trattamento di una frattura prevede sempre una prima immobilizzazione provvisoria della stessa, in modo tale da permettere il trasporto dell’infortunato in ospedale. Questa manovra, se effettuata correttamente, dovrebbe anche permettere una riduzione della sintomatologia dolorosa. Dopo gli esami necessari si provvederà all’immobilizzazione definitiva, conservativa o anche chirurgica, nel caso di fratture complicate. Queste ultime sono fratture alle quali siano associate lesioni vascolo-nervose, muscolo-tendinee o cutanee. Possono essere chiuse o esposte. Una frattura si dice esposta quando è presente una soluzione di continuo delle parti molli che apre una via di passaggio fra il focolaio e l’ambiente esterno, esponendo la frattura ad una delle complicanze più temibili: l’infezione.
E’ altresì importante che i due monconi ossei siano perfettamente allineati fra loro, per permetterne una corretta riparazione. Nel caso di fratture scomposte, nelle quali si sia verificato uno spostamento dei frammenti ossei, bisogna intervenire riducendo la frattura. Questo può essere fatto manualmente o, nei casi più gravi, chirurgicamente; successivamente si potrà immobilizzare definitivamente i segmenti fratturati.
Il tempo di guarigione dipende da molte variabili: il tipo di osso fratturato, il tipo di frattura, le complicanze, l’età del paziente e il suo stato di nutrizione.
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