A cura di: Alexan Alexanian*
Ultimo aggiornamento: Marzo 2007
I reni sono due organi a forma di fagiolo, delle dimensioni di un pugno, siti in posizione retroperitoneale, uno a destra e uno a sinistra della colonna, appena sotto la cassa toracica. Fanno parte dell’apparato urinario e il loro compito principale è quello di assicurare una costante depurazione del sangue in modo da consentire la rimozione di materiale di scarto e di liquido in eccesso dall’organismo. Il sangue perviene ai reni attraverso le arterie renali e ne esce per tornare nel torrente sanguigno, una volta depurato, attraverso le vene renali.
L’unità funzionale fondamentale dei reni si chiama nefrone: esso è a sua volta costituito dal glomerulo (sede principale del “filtraggio”) e dal tubulo; il numero dei glomeruli presenti in ciascun rene è enorme (da centinaia di migliaia a circa un milione) e rende conto di una superficie filtrante in grado di depurare ogni giorno l’equivalente di circa 350-400 litri di sangue. Le urine, che sono il prodotto di questo processo, vengono veicolate verso l’esterno, nella misura di circa 1,5-2 litri al giorno, attraverso le vie urinarie: i due ureteri, la vescica e l’uretra.
Qualsiasi condizione che interferisca con la funzione renale può condurre ad un’eccessiva ritenzione di liquidi, con conseguente formazione di edemi ed un accumulo di materiale potenzialmente tossico nel sangue. Questa condizione prende il nome di insufficienza renale. La glomerulonefrite, o malattia glomerulare, è caratterizzata da un’infiammazione che può decorrere in modo acuto, subacuto o cronico, a seconda dell’insorgenza improvvisa o graduale nel tempo, ed è in grado di determinare un’insufficienza renale sia acuta che cronica. Può essere una malattia di per se stessa, la glomerulonefrite primaria, o può far parte di una malattia sistemica, come il lupus o il diabete. Le cause sono in massima parte riconducibili a infezioni, malattie immunitarie, infiammazione dei vasi sanguigni (vasculiti) e condizioni varie che danneggino i glomeruli. La glomerulonefrite cronica spesso consegue ad un’iniziale glomerulonefrite acuta. In alcuni casi non vi è alcuna storia di malattia e la prima indicazione della presenza di una glomerulonefrite cronica è l’insorgenza di un’insufficienza renale. Meno frequentemente la glomerulonefrite cronica colpisce pù membri di una famiglia. Spesso l’esatta causa iniziale rimane sconosciuta.
Tra le cause note vi sono:
Infezioni:
- La glomerulonefrite post-streptococcica. Si può sviluppare a seguito di un’infezione della gola o, più raramente, della pelle (impetigine). E’ più comune nei bambini sopra i tre anni e nei giovani adulti, ma nel 5% dei casi si verifica dopo la quinta decade. La pronta e completa antibioticoterapia delle infezioni streptococciche ne ha ridotto l’incidenza.
- L’endocardite batterica. In questo caso la glomerulonefrite è secondaria ad un’infezione delle valvole cardiache (frequentemente implicato è lo Stafilococco): i soggetti a maggior rischio sono i portatori di difetti cardiaci, di valvulopatie o di valvole artificiali.
- Le infezioni virali. Tra queste: HIV (virus dell’AIDS), virus dell’epatite B e C.
Malattie immunitarie:
- Lupus. Malattia infiammatoria cronica: può colpire anche cute, articolazioni, cuore, polmoni e cellule sanguigne.
- Sindrome di Goodpasture. Malattia rara che coinvolge anche i polmoni nei quali provoca emorragia (può essere confusa con una polmonite).
- Nefropatia da IgA. E’ il risultato del deposito di una proteina (l’immunoglobulina A) a livello dei glomeruli e si caratterizza per i ripetuti episodi di ematuria macroscopica (sangue nelle urine) in ragazzi/e e giovani adulti. Può progredire per anni senza sintomi apparenti, con proteinuria moderata; in circa il 15% dei casi si sviluppa un’insufficienza renale entro 10 anni.
Vasculiti:
- Poliarterite. L’infiammazione colpisce soprattutto i vasi di piccolo e medio calibro con interessa-mento di cuore, intestino e cute oltre che, appunto, renale.
- Granulomatosi di Wegener. In questo caso sono colpiti anche vasi dei polmoni e delle vie aeree superiori.
Condizioni che causano danni ai glomeruli:
- Ipertensione arteriosa. Il danno renale con conseguente riduzione della sua funzione può essere conseguente ad un’ipertensione trascurata. La glomerulonefrite può a sua volta indurre ipertensione attraverso la riduzione della funzione renale (l’ipertensione da danno renale è la più frequente delle ipertensioni secondarie).
- Nefropatia diabetica. Probabilmente si tratta della causa più comune di insufficienza renale terminale nel mondo occidentale. É una delle complicanze più temibili del diabete e normalmente richiede anni di scompenso glicemico perchè si sviluppi. Il danno renale può essere rallentato o del tutto prevenuto mantenendo un buon controllo dei valori della glicemia.
- Glomerulosclerosi focale segmentaria. Il danneggiamento dei glomeruli è “sparpagliato”; si tratta di una condizione che può essere causata da altre malattie od intervenire senza una causa nota.
Lasciata a sé la malattia può condurre ad una serie di complicanze:
Insufficienza renale acuta. L’accumulo di sostanze tossiche, per la perdita della capacità filtrante del nefrone, è rapido. Può rendersi necessaria una dialisi di emergenza per far fronte alla necessità di rimuovere i liquidi e le sostanze di scarto in eccesso.
Insufficienza renale cronica. Complicanza grave: i reni perdono progressivamente la loro funzione; quando la loro capacità residua diventa inferiore al 10% del normale generalmente si deve ricorrere alla dialisi o al trapianto.
Ipertensione. Il danno renale può condurre ad un’ipertensione secondaria.
Sindrome nefrosica. Si caratterizza per l’elevata perdita di proteine con le urine (proteinuria) e, di conseguenza, per la riduzione delle proteine nel sangue; inoltre: ipercolesterolemia; la ritenzione di liquidi (è causa di edema generalizzato, più evidente al volto, all’addome/peritoneo (ascite), alle estremità (mani e piedi).
*A cura di: Alexan Alexanian - Medico di Medicina Generale, Milano