A cura di: Alexan Alexanian*
Ultimo aggiornamento: Marzo 2009
La gonorrea (dal greco gonē=seme + rhein=defluire) - o blenorragìa (dal greco blennos=muco + rhēgnynai =traboccare) - è una malattia infettiva causata dal batterio Neisseria gonorrhoeae. Di solito il contagio avviene per contatto sessuale, inclusi rapporti vaginali, orali e anali.
Può quindi colpire l’uretra, il retto e la gola di persone sessualmente attive; inoltre gli epididimi nell’uomo e la cervice uterina nella donna.
L’uretrite non complicata, con disuria e perdite uretrali, rappresenta la manifestazione clinica più frequente negli uomin; a volte invece i segni e i sintomi sono lievi e non distinguibili da quelli delle uretriti da Chla-mydia trachomatis. Nelle donne il sito d’infezione più comune è la cervice uterina, dove l’infezione provoca sintomi – principalmente perdite vaginali – solo nella metà dei casi.
Le donne gravide con gonorrea possono contagiare il nascituro, che viene colpito agli occhi, ma può eccezionalmente sviluppare un’infezione gene-ralizzata.
Si tratta di una delle malattie sessualmente trasmissibili (MST) più diffuse al mondo, con testimonianze fin da tempi antichi (è menzionata nella Bibbia e ne fanno cenno Ippocrate, Celso e Galeno).
A livello globale si stimano circa 62 milioni di casi di infezione all’anno. Il Centers for Disease Control and Prevention di Atlanta – il più importante osservatorio epidemiologico degli Stati Uniti – la registra, con una stima di circa 700 mila casi di nuovo contagio all’anno, di cui solo la metà segnalati, come la seconda MST, dopo la clamidia.
In Europa, analogamente a quanto succede nel nostro paese vi è stata una progressiva riduzione dei casi (meno marcata nell’Europa dell’est) a partire dalla fine degli anni Settanta-inizio anni Ottanta, con una tendenza ad un lieve incremento negli ultimi anni.
Nel 2006 le incidenze più elevate sono state osservate in Lettonia (32.5 casi per 100.000 abitanti), Gran Bretagna (31.5) ed Estonia (20.8); le più basse in Lussemburgo (0,85), Spagna (0,83), Italia (0,67) e Portogallo (0,47). Come accennato, in Italia il numero di casi di gonorrea dal 1976 ad oggi si è progressivamente ridotto, passando da circa 3000 casi all’anno a meno di 500 nel 1998. I dati definitivi ricavati dalle notifiche obbligatorie, disponibili dal 1996 al 2006, segnalano che tra il 2000 e il 2005 si è verificato un aumento dell’incidenza del 33.3% su base nazionale (le province autonome di Trento e di Bolzano risultano le più colpite).
E’ probabile che la maggiore o minore propensione ad ottemperare all’obbligo di notifica e la frequente assenza di sintomi clinici influenzino questi numeri. In effetti molti soggetti affetti non si accorgono di avere la malattia, e pertanto la protezione personale si ottiene solo astenendosi dall’avere rapporti sessuali o proteggendosi con i profilattici nel caso si scelga di averli.
La probabilità che una donna infetta trasmetta il batterio all’uretra del partner maschio è di circa il 20% per rapporto e sale al 60-80% dopo 4 o più rapporti. La probabilità del passaggio inverso è del 50-70%, con scarse evidenze di un aumento del rischio con più rapporti. La coinfezione da clamidia è riportata nel 10-40% dei soggetti con gonorrea.
Generalmente il periodo di incubazione è compreso tra 2 e 8 giorni. Alcuni ceppi determinano un’infezione che dà luogo allo stato di portatore asintomatico in persone di ambo i sessi, verosimilmente più spesso tra le donne. La malattia è più frequente tra i maschi che sono raramente asintomatici. In Europa e in Italia la categoria maggiormente a rischio è quella dei giovani maschi, tra i 25 e i 44 anni. Il riscontro di gonorrea in un bambino deve sempre indurre il sospetto di abusi sessuali.
Di norma una terapia adeguata precoce conduce ad una completa guarigione con ritorno alla normalità.
Viceversa, la gonorrea non trattata può diffondersi causando complicazioni sia locali che disseminate:
- Infertilità femminile. L’infezione si diffonde ad utero e tube causando la malattia pelvica infiammatoria. E’ una condizione grave – con dolori addominali, mal di schiena, irregolarità mestruali, dolore durante i rapporti sessuali, secrezioni vaginali maleodoranti – che va immediatamente trattata; possono residuare cicatrici tubariche, aumentato rischio di complicazioni in gravidanza, rischio di gravidanze tubariche ed infertilità.
La malattia infiammatoria pelvica costituisce un’indicazione alla rimozione della spirale.
- Infertilità maschile. L’infezione non trattata può esitare in epididimite – infiammazione dei dotti spermatici siti nella parte posteriore dei testicoli – e orchite, e anche in questo caso si può arrivare all’infertilità.
- Infezione che si diffonde ad altre parti del corpo. Il batterio entra nel sangue e attraverso la circola-zione raggiunge altri organi, ad esempio le articolazioni: si potranno avere febbre; eruzioni cutanee, piaghe; dolori, rigonfiamenti e rigidità articolari; più raramente anche periepatite, meningite, endocardite e forme di diffusione disseminata.
- Aumentato rischio di HIV/AIDS. La gonorrea rende più suscettibili a contrarre un’infezione da HIV. Chi ha sia la gonorrea che l’HIV li trasmette più facilmente ai propri partner.
- Complicazioni nei neonati. Contrarre la gonorrea alla nascita espone al rischio di cecità, piaghe del cuoio capelluto, infezioni articolari ed altre infezioni.
Le sequele più gravi sono più comuni tra le donne. I maschi omosessuali sono a maggior rischio di contrarre e trasmettere la gonorrea e presentano più spesso infezioni da ceppi antibiotico-resistenti.
*A cura di: Alexan Alexanian - Medico di Medicina Generale, Milano
Ultimo aggiornamento: Marzo 2009
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