Gli attacchi di gotta si presentano spesso in modo improvviso, in genere di notte; talvolta può essere individuato un evento scatenante, per esempio un trauma, un eccessiva assunzione di alcolici o di purine, piuttosto che un recente intervento chirurgico.
Di solito è interessata una sola articolazione, più spesso si tratta di quella dell’alluce, mentre solo in meno di un decimo dei casi sono colpite più articolazioni contemporaneamente.
L’articolazione appare gonfia e calda, il colore della pelle si fa rosso purpureo; il dolore è molto intenso e tende in genere a peggiorare, divenendo quasi insopportabile, tanto che l’articolazione non può essere sfiorata, né tanto meno mossa.
Possono esserci anche disturbi generali, come febbre, malessere, brividi. In genere i sintomi tendono a diminuire nel giro di alcuni giorni e, per le prime volte, l’articolazione ritorna normale, senza dare sintomi fino a un eventuale successivo attacco. Tuttavia se la malattia non viene curata gli attacchi tendono a ripetersi, con l’interessamento anche di altre articolazioni, e a farsi più frequenti. Inoltre, in caso di attacchi ripetuti, l’articolazione può subire danni permanenti fino all’eventuale comparsa di deformità articolari.
I cristalli di acido urico possono raccogliersi nell’articolazione, ma anche nella cute dove danno origine ai cosiddetti “tofi”, dei noduli solidi formati appunto dall’acido urico.
Oltre alle articolazioni, la gotta può coinvolgere anche altri organi, in particolare i reni. Circa un quinto dei pazienti sviluppa infatti una nefrolitiasi, cioè la produzione di calcoli renali che sono ovviamente costituiti dall’acido urico; inoltre l’acido urico può danneggiare la funzione renale.
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