Cerca nel sito       


FamilyHealth
Crea il tuo
archivio della salute






Infezione da Virus dell’Immunodeficienza Umana (HIV) e Sindrome della Immunodeficienza Acquisita (AIDS)
I sintomi

Nei paesi industrializzati, gli interventi di prevenzione della trasmissione materno-fetale dell’infezione e l’HAART hanno profondamente cambiato la storia naturale della infezione da HIV acquisita per via verticale e raramente il clinico ha ancora occasione di osservare i drammatici quadri clinici segnalati in passato e qui di seguito riportati.


Il periodo di incubazione è di durata variabile: i primi sintomi, in genere aspecifici, compaiono nell’80% dei casi entro i 2 anni, solo una piccola percentuale di bambini (< 10%) diventa sintomatica tra il 6° - 10° anno di vita.


Se l’infezione è stata trasmessa in utero (evenienza peraltro rara) i sintomi possono essere evidenti già in epoca neonatale o nei primissimi mesi di vita e sono difficilmente distinguibili da quelli associati alle altre infezioni connatali del gruppo TORCH: scarso accrescimento ponderale, sintomi neurologici, epatosplenomegalia, adenomegalia, anemia e/o piastrinopenia, diarrea, candidosi muco-cutanea persistente e resistente alla terapia antifungina, dermatiti.


Le più comuni manifestazioni dell'infezione da HIV dopo il primo anno di vita includono linfoadenopatia generalizzata, epatomegalia, splenomegalia, ritardo dell'accrescimento, candidiasi orale, diarrea ricorrente, parotite cronica, cardiomiopatia, epatite, nefropatia, malattie del SNC, polmonite interstiziale linfoide, batteriemia ricorrente, infezioni opportunistiche e malattie neoplastiche. Parallelamente al progressivo deterioramento delle condizioni immunologiche, si rendono evidenti infezioni spesso severe e sostenute da patogeni poco comuni, che possono interessare praticamente qualsiasi organo od apparato.


La gravità del decorso clinico e la progressione della infezione vengono valutate sulla base di una classificazione differente rispetto a quella dell’adulto. I sistemi di classificazione per l’età pediatrica attualmente disponibili sono attualmente due, formulati rispettivamente dal Center for Diseases Control (CDC) di Atlanta (1994) e dall’Organizzazione Mondiale per la Sanità (2006). Quella riportata qui di seguito è la classificazione dei CDC, ancora valida, che distingue 4 diverse categorie cliniche in base a tre parametri principali: stato di infezione; condizioni cliniche e situazione immunologica.


Categoria N: nessun segno correlabile all’infezione da HIV-1

Bambini che non presentino segni o sintomi considerati correlati all’infezione da HIV o che abbiano solo una delle condizioni elencate nella categoria A.


Categoria A: sintomatologia lieve
Bambini con due o più delle condizioni elencate di seguito, ma nessuna delle condizioni elencate nelle categorie B e C.
- Linfoadenopatia (>0,5 cm in più di due sedi)
- Epatomegalia
- Splenomegalia
- Dermatite
- Parotidite
- Infezioni ricorrenti delle alte vie respiratorie, otiti o sinusiti ricorrenti


Categoria B: sintomatologia moderata
Bambini che presentino condizioni diverse da quelle delle categorie A o C.
- Anemia (< 8 g/dl), neutropenia (< 1000/mm3) o trombocitopenia (< 100000/mm3) persistente per più di 30 giorni
- Un episodio di infezione batterica grave (meningite, polmonite o sepsi)
- Candidosi orale persistente (>2 mesi) in bambini > 6 mesi
- Cardiomiopatia
- Infezione da Cytomegalovirus (esordio nel 1° mese di vita)
- Diarrea, ricorrente o cronica
- Epatite
- Stomatite erpetica ricorrente (più di 2 episodi /anno)
- Bronchite, polmonite o esofagite da Herpes simplex nel 1° mese di vita
- Zoster (più di un episodio o più di un dermatomero)
- Leiomiosarcoma
- Polmonite interstiziale linfoide (LIP)
- Nefropatia
- Febbre persistente (durata > un mese)
- Toxoplasmosi (esordio nel 1° mese di vita)
- Varicella disseminata o complicata

Categoria C: sintomatologia severa
Bambini che presentino manifestazioni cliniche patognomoniche di AIDS
- Infezioni batteriche gravi (almeno 2 in 2 anni): polmoniti, sepsi, meningiti, osteomieliti, ascessi interni)
- Candidosi esofagea o polmonare (trachea, bronchi, polmoni)
- Coccidioidomicosi disseminata
- Cryptococcosi extrapolmonare
- Cryptosporidiosi o isosporiasi intestinale persistente oltre 1 mese
- Malattia da Cytomegalovirus (oltre che epatica, splenica o linfonodale; esordio dopo il 1° mese di vita)
- Encefalopatia HIV-1 correlata
- Infezione da Herpes simplex (persistente oltre un mese)
- Istoplasmosi extrapolmonare mucocutanea, bronchiale, polmonare, esofagea o disseminata
- Sarcoma di Kaposi
- Infezione disseminata o extrapolmonare da M. tubercolosis
- Infezione disseminata da Mycobacterium di altre specie
- Polmonite da Pneumocystis jiroveci
- Leucoencefalopatia multifocale progressiva
- Sepsi da Salmonella spp (non tifoide) ricorrente
- Toxoplasmosi cerebrale (insorta dopo il 1° mese di vita)
- Wasting sindrome
- Linfoma cerebrale primitivo
- Linfoma di Burkitt, o immunoblastico o a larghe cellule tipo B o di fenotipo sconosciuto



Vi informiamo che se volete prendere visione delle informazioni riservate ai medici è necessario inserire Login e Password. Se non siete ancora registrati cliccate qui




tags: aids, droga, hiv, sesso


Le informazioni fornite sono a scopo divulgativo e non intendono in alcun caso sostituire le indicazioni che possono essere ottenute direttamente da un medico che valuti il singolo caso. Inoltre le indicazioni relative a farmaci, procedure mediche o terapie in genere hanno un fine unicamente illustrativo e non possono sostituirsi alla prescrizione di un medico.


  


Cos'è
La prevenzione
I sintomi
Gli esami diagnostici e di laboratorio
A chi rivolgersi
...............................
La diagnosi
Il trattamento
I consigli dietologici
...............................
Convivere con la malattia
...............................
Link utili