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Insufficienza Cerebrovascolare
Convivere con la malattia

I nostri specialisti rispondono alle domande giunte in Redazione:

 

Come faccio a capire se posso essere portatore di ICV?
Se sei in pieno benessere fisico è semplice e basta eseguire un semplice EcocolorDoppler dei vasi del collo, un ECG ed un esame neurologico dal proprio medico.

 

Quali segni devono farmi preoccupare?
La comparsa di uno o più sintomi sopra esposti anche se questi sono durati per pochi secondi o alcuni minuti come, ad esempio, la caduta accidentale del bicchiere dalla mano, l’incapacità a scrivere correttamente, una caduta accidentale inaspettata, la non corretta articolazione della parola, etc.

 

La variazione del mio stile di vita può essere importante?
Sì, questo vale per ogni patologia cardiovascolare. E’ consigliabile smettere di fumare, controllare il peso corporeo con una dieta che prevede l’assunzione di vegetali e di frutta fresca e praticare esercizio fisico giornaliero.

 

Ma quale terapia funziona meglio?
Non esiste in assoluto una terapia  migliore rispetto ad un’altra ma ne esiste una mirata al singolo paziente e alle sue caratteristiche.

Esistono delle indicazioni e controindicazioni specifiche per ogni singolo tipo di trattamento che devono essere prese in considerazione ogni volta.

Tuttavia i pazienti sintomatici devono essere assolutamente sottoposti ad un trattamento ed anche gli asintomatici in presenza di una stenosi carotidea > del 70 %.

 

Quali sono i rischi dei trattamenti?
Il trattamento dell’ICV viene proposto qualora vi sia la necessità di un intervento che sarà adeguatamente valutato per ogni singolo paziente. Il rischi più gravi sono la morte, l’Ictus stesso, l’emorragia cerebrale, la sepsi, l’infarto cardiaco, lo shock anafilattico al mezzo di contrasto, il sanguinamento e l’infezione della ferita. Tuttavia queste gravi conseguenze sono molto rare. A volte una procedura endovascolare per motivi tecnici deve essere convertita rapidamente in una procedura chirurgica: questo è il motivo fondamentale per il quale chi deve essere sottoposto ad un trattamento endovascolare deve essere operato laddove è presente un chirurgo vascolare che è l’unica figura medica esperta in questo tipo di trattamento e capace di offrire tutte le possibilità terapeutiche (chirurgia tradizionale, endovascolare, terapia medica).

 

Una complicanza a distanza di entrambe le procedure chirurgiche è la RESTENOSI cioè la riocclusione del vaso trattato ma fortunatamente è estremamente rara ed il suo trattamento consiste generalmente in una procedura endovascolare.

 

Dopo il trattamento posso continuare la mia vita e devo sottopormi a qualche controllo?
E’indispensabile un adeguato follow-up con controlli periodici Eco-Color-Doppler che valuterà la pervietà o meno della carotide sottoposta ad intervento portando alle eventuali  modifiche dell’atteggiamento terapeutico in caso di necessità. La finalità del trattamento è, come per ogni atto medico, quella di restituire il malato alla sua normale vita quotidiana  incrementando positivamente il suo stato di benessere. Nel caso di pazienti con eventi neurologici ed esiti sarà utile il follow-up del neurologo e del fisiatra, nei pazienti con problemi del ritmo cardiaco sarà fondamentale il follow-up del cardiologo.

 

Quali sono gli specialisti a cui devo rivolgermi?
Esistono degli specialisti dedicati che si interessano del problema: il medico specialista in neurologia, il cardiologo per i problemi del ritmo cardiaco ed il chirurgo specialista in chirurgia vascolare per i problemi di ostruzione dei vasi del collo.



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Le informazioni fornite sono a scopo divulgativo e non intendono in alcun caso sostituire le indicazioni che possono essere ottenute direttamente da un medico che valuti il singolo caso. Inoltre le indicazioni relative a farmaci, procedure mediche o terapie in genere hanno un fine unicamente illustrativo e non possono sostituirsi alla prescrizione di un medico.


  


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