A cura di: Carlo Setacci, Emiliano Chisci, Gianmarco de Donato, Pasqualino Sirignano*
Ultimo aggiornamento: Febbraio 2007
L’insufficienza venosa cronica (IVC) degli arti inferiori nei suoi vari gradi di manifestazione, colpisce in Italia circa il 40% delle donne ed il 25% degli uomini.
Le vene, aiutate da valvole interne e dall’attività della pompa muscolare (contrazione muscolare durante il cammino), sono deputate a far ritornare il sangue ricco di sostanze di rifiuto e con ridotto contenuto di ossigeno dalla periferia verso il cuore.
Una vena è “insufficiente” quando non riesce più a compiere il lavoro che le compete: il sangue ristagna, refluisce e il condotto venoso lentamente si dilata sempre più fino a divenire rilevato e tortuoso (varice).
Le vene dell’arto inferiore formano un circolo venoso profondo e un circolo venoso superficiale; quest’ultimo è costituito dalla grande vena safena che corre lungo la faccia interna della coscia e della gamba e dalla piccola vena safena che sale posteriormente lungo il polpaccio fino al cavo del ginocchio.
Il primo segno di Insufficienza Venosa degli Arti Inferiori è caratterizzato dalla presenza delle teleangectasie (cappilari) ovvero piccole vene dilatate e visibili nella cute.
*A cura di:
Carlo Setacci - Direttore Dipartimento Chirurgia Generale specialistica Azienda Ospedaliera Universitaria Senese - Responsabile Chirurgia Vascolare
Emiliano Chisci: Medico Chirurgia Vascolare, Azienda Ospedaliera Universitaria Senese
Gianmarco de Donato: Medico Chirurgia Vascolare, Azienda Ospedaliera Universitaria Senese
Pasqualino Sirignano: Medico Chirurgia Vascolare, Azienda Ospedaliera Universitaria Senese