Terapia conservativa: l’elastocompressione è utile nella prevenzione e nel trattamento dell’ insufficienza venosa; si indossa un gambaletto o un collant di adeguata capacità compressiva che favorisce il ritorno di sangue verso il cuore.
Terapia chirurgica: l’intervento chirurgico di asportazione si esegue generalmente per la vena grande safena varicosa, più raramente per la piccola safena. La safenectomia (stripping) rimane l’intervento più classico e più usato; l’incisione chirurgica non supera i 3-4 cm di lunghezza in sede inguinale mentre lungo l’arto non è mai maggiore di 1-2 cm.
La safenectomia viene eseguita ormai da decenni e tale tecnica si è evoluta e perfezionata nel tempo diventando meno invasiva. L’ anestesia viene effettuata a livello loco-regionale. Il paziente può alimentarsi dopo l’intervento, viene dimesso dopo un giorno di degenza (one-day surgery) e dopo 4-5 giorni di riposo moderato può riprendere le sue attività quotidiane.
I risultati a lungo termine sono ottimi anche dal punto di vista estetico.
Togliere una vena quando indicato perché malata non comporta nessun problema in quanto il drenaggio del sangue viene efficacemente compensato dal circolo venoso profondo e da circoli cutanei collaterali.
Le flebectomie e la chirurgia emodinamica conservativa ambulatoriale dell’IVC (CHIVA; corretion haemodinamique insuffisance veineuse ambulatorie), sono altri trattamenti chirurgici eseguiti in stadi iniziali al fine di eliminare il vaso interessato dalla varice o di escluderlo dal circolo sanguigno.
Terapia sclerosante: è indicata nel trattamento di piccole vene o capillari e consiste nell’iniezione all’interno del vaso, con microaghi, di un liquido o di una mousse che scatena l’irritazione della parete del vaso causandone la sclerotizzazione. La terapia sclerosante non è dolorosa, deve essere eseguita da personale qualificato in regime ambulatoriale e non necessita di alcuna convalescenza ma di un ciclo di sedute. A tale trattamento segue l’elastocompressione dell’arto inferiore. I risultati possono essere buoni sia esteticamente che funzionalmente.
La sclerosi del vaso di piccole dimensioni (capillari) è possibile anche grazie ad una nuova tecnica laser ma i risultati ottenuti non sono pari a quelli della terapia sclerosante.
Terapia endoluminale: è una nuova tecnica mininvasiva che può trattare l’insufficienza safenica. Può essere eseguita in regime ambulatoriale mediante anestesia locale praticando una piccola incisione e introducendo nella safena un catetere sottilissimo con una punta che emette un fascio di luce (laser) o delle onde radio. La vena viene così chiusa dal suo interno. E’ una tecnica adatta per safene non eccessivamente dilatate e tortuose ed i risultati possono essere soddisfacenti, sebbene trattandosi di una metodica innovativa necessita di una validazione nel tempo.
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