A cura di: Rossana Prestieri*
Ultimo aggiornamento: Giugno 2007
L’iperprolattinemia è una aumentata produzione di prolattina da parte dell’ipofisi, la ghiandola che produce anche altri ormoni e che si trova nel cervello appoggiata su una struttura ossea definita sella turcica.
La prolattina è un ormone che in condizioni normali aumenta durante la gravidanza. La sua funzione è quella di indurre e poi mantenere, dopo il parto, la lattazione, riducendo la funzione riproduttiva e l’impulso sessuale; aumenti della prolattinemia si hanno anche durante il sonno, dopo sforzi fisici, rapporti sessuali e varie situazioni di stress fisico.
Casi di iperprolattinemia lieve (minore di 100 microgrammi/litro) possono essere secondari a insufficienza renale cronica, ipotiroidismo e terapie con farmaci antidepressivi, antipsicotici e il verapamil. La causa più comune di iperprolattinemia elevata (maggiore di 100microgrammi/litro) è invece data dalla presenza di un adenoma ipofisario (prolattinoma). Si tratta di un tumore benigno a crescita lenta che viene definito anche microadenoma quando le sue dimensioni sono inferiori al centimetro, mentre si parla di macroadenomna se la dimensioni sono maggiori.
Il prolattinoma ha un’incidenza annua di 3 casi su 100000 abitanti, con una prevalenza femminile di 1:20 in caso di microadenoma, mentre per il macroadenoma il rapporto maschi/femmine e di 1:1.
*A cura di: Rossana Prestieri - Medico di Medicina Generale, Milano