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Malaria
Cos'è

A cura di: Fabrizio Pregliasco e Stefano Schieppati*
Ultimo aggiornamento: Aprile 2007

 

 Il termine Malaria indica ancora oggi un delle malattie infettive più pericolose che contagiano l’uomo, la parola deriva dalla credenza che l’aria insalubre delle zone paludose, “mal aria” appunto, fosse la causa del propagarsi di un morbo che nel nostro paese ha smesso di mietere vittime più che per il progresso in campo terapeutico, per la bonifica del territorio e il miglioramento delle condizioni igienico sanitarie in cui vive la popolazione.

 

La malattia, che ancora minaccia il 40% della popolazione mondiale soprattutto nei paesi poveri, è nel nostro paese una realtà emergente a causa dei viaggi in zone con elevata endemia di malaria.

 

Il vero responsabile della malattia è un parassita, il Plasmodium, che si trasmette all’uomo attraverso un vettore, la femmina della zanzara Anopheles infetta.

 

Nelle zanzare, una volta infettate, si svolge il ciclo riproduttivo sessuato del plasmodio che giunto nello stomaco dell’insetto si riproduce e si trasferisce, sotto forma di sporozoita, in vari organi tra cui le ghiandole salivari, attraverso queste il parassita verrà trasmesso all’uomo tramite la puntura da parte della zanzara.

 

Nell’uomo si svolge la fase asessuata del ciclo vitale del plasmodio, gli sporozoiti raggiunte le cellule epatiche, divengono schizonti e per rottura dell’epatocita arrivano nel circolo sanguineo dove penetrano nei globuli rossi, qui avviene una seconda e continua fase replicativa che porta alla rottura degli eritrociti (globuli rossi) a scadenze temporali fisse.

 

L’andamento della fase eritrocitaria genera la sintomatologia, infatti ad ogni ondata replicativa, con rottura dei globuli rossi nei quali si è svolta la replicazione, si osservano i picchi febbrili ed i brividi tipici della malaria.

 

Esistono quattro tipi di Plasmodio che causano malaria negli uomini: P. Vivax e P. Falciparum (i più comuni e pericolosi) P. Malariae e P. Ovale.

 

Ognuno di questi parassiti ha un ciclo replicativo di durata differente che dura tre o quattro giorni da cui derivano le definizioni di malattia, terzana e quartana, che appunto indicavano ogni quanti giorni si verificava nel soggetto infettato il rialzo febbrile.

 

Secondo dati OMS la Malaria colpisce ogni anno circa 300.000.000 di persone con oltre un milione di morti, rimane quindi un enorme problema di salute pubblica essendo endemica in oltre 100 paesi: 45  in africani, 21 in Sudamerica, 4 in Europa, 14 nella zona del mediterraneo mediorientale, 8 nella regione del sudest asiatico e 9 in quella del pacifico occidentale.

 

 

 

*A cura di:

Fabrizio Pregliasco - Ricercatore Universitario per la disciplina Igiene Generale ed Applicata presso l'Istituto di Virologia dell' Università degli Studi di Milano

Stefano Schieppati - Medico Virologia , dell' Università degli Studi di Milano  

 



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tags: febbre, tropicale


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