I sintomi vengono distinti in sintomi tipici e atipici. La pirosi è il sintomo più frequente anche se aspecifico di malattia. Viene riferito dal paziente come bruciore retrosternale (al centro del torace) che va dall’epigastrio (parte alta dell’addome) alla gola, e può irradiarsi al dorso in regione interscapolare, o al collo, alle mandibole, alle orecchie. In genere è accentuato dalla posizione supina o da movimenti che aumentano la pressione intra-addominale, spesso si manifesta dopo i pasti o di notte. A questo sintomo possono associarsi rigurgito (risalita di materiale gastrico in cavità orale non accompagnato da nausea, conati e contrazioni addominali) e disfagia. Quest’ultimo sintomo si manifesta con difficoltà a ingoiare cibi solidi o liquidi con arresto del materiale alimentare in esofago; è più comune nelle forme di lunga durata e deve essere considerato un sintomo di allarme perché può dipendere da alterazione della motilità esofagea ma anche da patologie che restringono od occludono il lume dell’esofago.
Altri sintomi meno frequenti e meno tipici di malattia sono: scialorrea (aumento della salivazione dovuto allo stimolo acido in gola); dolore toracico tipicamente retrosternale che mima il dolore cardiaco; odinofagia (mal di gola); raucedine (riduzione del tono della voce); tosse cronica; asma.
A cura del Gruppo EBM Gastroenterologia San Filippo Neri Roma, per AIGO
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