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Malattie da Pneumococco
Cos'è

A cura di: Fabrizio Pregliasco e Stefano Schieppati*
Ultimo aggiornamento: Novembre 2007

 

Lo Streptococcus Pneumoniae, o Pneumococco, è un batterio  gram-positivo, immobile,  capsulato (rivestito da una capsula formata da un polisaccaride  che identifica il tipo sierologico e che è in grado di determinare virulenza e patogenicità). Il nome deriva dalla capacità del microrganismo di crescere in colonie aggregandosi in coppie con le estremità più larghe rivolte l’una verso l’altra, o in catenelle formate dall’aggregazione di più coppie.

 

Il batterio è estremamente diffuso in tutto il nostro paese dato che si calcola come il 5-10% della popolazione adulta ed il 20-40% di quella infantile faccia da “riserva naturale ” ospitandolo nel naso-faringe dove  può essere isolato mediante tamponi.

 

Il battere riconosce diversi sierotipi differenti tra loro per caratteristiche della propria capsula ma anche per capacità di infettare adulti o bambini. I sierotipi responsabili della maggior parte delle polmoniti sono 1,3,6,7,14,18,19,23, nell’infanzia e nell’adulto sono soprattutto 1,3,4,7,8,9,12.

 

La prima stazione di infezione del batterio sono le alte vie respiratorie, quindi il nasofaringe, data anche la via di trasmissione prettamente aerea dello pneumococco, ma da questa prima sede il batterio può diffondere nelle zone adiacenti, dove è in grado di esercitare l’azione patogena provocando polmoniti (delle quali è l’agente eziologico più frequente), otiti, mastoiditi, sinusiti, meningiti (col meningococco è la causa più frequente di meningite batterica acuta) o ancora può, disseminando per via ematica, provocare sepsi (tabella 1).

 

Il quadro clinico può risultare particolarmente grave in soggetti splenectomizzati nei quali l’andamento dell’infezione pneumococcica può essere molto impegnativa e, in alcuni casi, a prognosi infausta.

 

Tabella 1

 

 

Come accennato la principale via di trasmissione  è la via aerea, ma l’infezione può colpire il soggetto suscettibile (non già infettato o non vaccinato) anche per contatto ravvicinato e prolungato con soggetti infetti, oppure attraverso l’emissione di goccioline di saliva contenenti il microrganismo. Va comunque sottolineato come lo pneumococco sia scarsamente contagioso e, pur essendo possibile la trasmissione diretta, nella maggior parte dei casi la malattia è dovuta all’ azione di pneumococchi endogeni che acquisiscono virulenza.

 

Il meccanismo d’azione è legato alla capacita dell’ pneumococco di aderire alle cellule della mucosa respiratoria mediante l’interazione tra le adesine batteriche (proteine presenti sulla capsula batterica) ed alcuni recettori delle cellule epiteliali, dopo il contatto i microrganismi possono essere trasportati in zone adiacenti e  dar luogo ai tipici quadri clinici.

 

 

 

*A cura di: 

Fabrizio Pregliasco - Ricercatore Universitario per la disciplina Igiene Generale ed Applicata presso l'Istituto di Virologia dell' Università degli Studi di Milano

Stefano Schieppati - Medico Virologia , dell' Università degli Studi di Milano  

 



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tags: artrite, ascesso cerebrale, endocardite, infettivo, meningite, otite media, pericardite, pleurite, polmonite


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