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Malattie da Pneumococco
I sintomi

La malattia da pneumococco può presentarsi sotto differenti quadri clinici dipendenti dalla regione anatomica nella quale il microrganismo è riuscito ad insediarsi ed a proliferare. In praticamente tutti i casi che analizzeremo di seguito però il quadro clinico sarà più tipico della malattia che non dell’infezione pneumococcica dato che altri batteri possono sviluppare sintomatologie simili qualora infettino le stesse regioni anatomiche, quindi l’eziologia della malattia andrà sempre indagata attraverso specifici esami.

 

I quadri clinici più frequentemente sostenuti da Streptococcus Pneumonite sono:

 

Polmonite pneumococcica: tale polmonite spesso è preceduta da una malattia respiratoria aspecifica provocata soprattutto dal virus influenzale.

L’esordio della malattia è di norma brusco e caratterizzato da febbre  molto elevata (può superare i 39°C), malessere generale, affaticamento, tosse produttiva con escreato giallo-verdastro o striato di sangue, dolore toracico di tipo puntorio che si acutizza durante gli atti respiratori, vomito, diarrea, cefalea, dolori articolari e muscolari.

 

Talora nelle fasi iniziali può comparire herpes labiale, segno di calo delle difese immunitarie.

Nei soggetti  anziani spesso l’infezione presenta un esordio atipico, senza i sintomi precedentemente elencati, solo con tosse scarsamente produttiva e di lieve entità, astenia importante e stato confusionale, senza di febbre.

 

Dopo circa 7 giorni dalla comparsa dei sintomi nella maggior parte dei casi si verifica un calo della temperatura accompagnata  da sudorazione profusa con  miglioramento delle condizioni generali,  il soggetto riacquista una condizione di benessere. In situazioni particolari il quadro si può però complicare con lo sviluppo di un  interessamento polmonare massivo,  un  empiema, una pleurite, una pericardite, una endocardite o  una meningite.

 

Meningite pneumococcica: l'infezione pneumococcica a livello meningeo è per lo  più conseguente alla diffusione del microrganismo dai foci di infezione a sedi successive,  è  la causa più frequente di meningite per soggetti che abbiano avuto una frattura della base cranica con fuoriuscita di liquido cerebrospinale,  e può presentarsi anche a distanza di anni dall’evento traumatico.

 

Febbre, cefalea, rigidità nucale, fotofobia, e alterazioni psichiche caratterizzano l’esordio clinico, l’andamento della malattia spesso è complicato da alterazioni vascolari cerebrali, e da formazione di raccolte subdurali.

Anche in presenza di una terapia antibiotica corretta ed iniziata tempestivamente la prognosi non sempre è favorevole e la letalità resta elevata (30-50%) a causa dell’ ostacolo alla diffusione degli antibiotici esercitato  dalla fibrina presente  nell’essudato infiammatorio prodotto come risposta all’infezione, oltre che da fattori dipendenti dal paziente rappresentati da malnutrizione, alcolismo, malattie croniche, deficit immunitari, splenectomia. I contatti dei pazienti affetti da meningite pneumococcica non necessitano di profilassi antibiotica.

 

Otite media da pneumococco: l’otite  è una infiammazione dell’orecchio medio caratterizzata dalla presenza di un essudato purulento che colpisce prevalentemente i bambini in età prescolare. La maggiore predisposizione dei bambini è dovuta alla discreta frequenza con cui si verificano infezioni virali a carico delle alte vie respiratorie (episodi che favoriscono le sovrainfezioni batteriche) ed alla  conformazione anatomica della tromba di Eustachio che risulta essere disposta orizzontalmente e piuttosto corta favorendo così il reflusso di secrezioni dal naso-faringe verso l’orecchio medio (la funzione della tromba di Eustachio sarebbe infatti quella di proteggere l’orecchio medio da queste secrezioni e di favorire l’eliminazione di quelle prodotte dall’orecchio medio stesso). Nel 50% circa dei casi di otite media, sia infantile che adulta, è isolato lo Streptococcus Pneumoniae.

 

L’esordio è caratterizzato  da intenso dolore all’orecchio, ipoacusia e febbre. In una buona percentuale dei casi dopo circa 48 ore si verifica la rottura spontanea della membrana del timpano a cui fa seguito la riduzione della sintomatologia dolorosa e la fuoriuscita di pus dall’orecchio. In buona parte dei casi si ha la guarigione completa (a volte anche senza intervento farmacologico), anche se il cardine del trattamento si basa sulla somministrazione di una adeguata terapia antibiotica.

In qualche caso si può verificare una cronicizzazione caratterizzata da una decorso prolungato dell’otite (sintomatologia di durata superiore ai 3 mesi) o dal manifestarsi di episodi ricorrenti di otite media (più di tre episodi nell’arco di 6 mesi). Rare sono complicanze come la  mastoidite o la meningite.         

        

Mastoidite da Pneumococco: si tratta di una infiammazione della mastoide, generalmente come complicanza di una otite media ad esordio improvviso progressivo, con formazione di essudato purulento accompagnata da febbre, ipoacusia, secrezioni purulente dall’orecchio, dolore pulsante (soprattutto nelle ore notturne e accentuato dalla palpazione della regione, che è facilmente localizzabile come una sporgenza di osso tondeggiante subito dietro il lobo dell’orecchio).

Terapia antibiotica sistemica e drenaggio chirurgico dell’essudato purulento portano alla guarigione. Può complicare con estensione dell’infezione all’attigua membrana meningea con comparsa della relativa sindrome.

 

Cheratite da Streptococcus Pneumonite: coinvolgimento oculare con possibile ulcera corneale, presenta una sintomatologia caratterizzata da dolore oculare (accentuato dal movimento palpebrale), alterazione del visus, fotofobia, lacrimazione. La terapia si basa sull’uso di antibiotici per uso topico e per i casi più impegnativi per via sistemica.

 

Endocardite da Streptococcus pnemoniae: lo Streptococcus Pneumoniae è tra i microrganismi maggiormente chiamati in causa nelle  endocarditi di origine batterica soprattutto in soggetti dediti all’alcool e nei diabetici. E’  una rara complicanza della polmonite pneumococcica determinata per diffusione ematica del microrganismo.

 

La sintomatologia può variare in relazione alla virulenza del microrganismo e dalle capacità di difesa del soggetto.

 

Nelle forme ad andamento acuto l’esordio è brusco, caratterizzato da febbre elevata, malessere generale, astenia, mialgie, artralgie, tachicardia ed il decorso è rapido. Nelle forme ad andamento subacuto l’esordio è progressivo con una sintomatologia meno impegnativa caratterizzata da  febbre (di norma ben tollerata), facile esauribilità, sudorazioni notturne, pallore. In entrambe le situazioni sono presenti nell’80% circa dei casi  segni di interessamento cardiaco, e nel 20% circa dei casi sono presenti fenomeni  embolici che possono complicare il quadro con: infarto del miocardio, addome acuto, deficit neurologico o  glomerulonefrite acuta, a seconda delle arterie interessate dall’embolia.

 

La sopravvivenza è buona purché  una appropriata terapia antibiotica venga iniziata precocemente



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tags: artrite, ascesso cerebrale, endocardite, infettivo, meningite, otite media, pericardite, pleurite, polmonite


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