Il mieloma multiplo non è contagioso.
La maggior parte dei soggetti colpiti non ha alcun fattore di rischio identificabile.
Vi sono comunque alcuni fattori che possono segnalare un aumento del rischio di esserne affetti: l’età, la maggioranza dei soggetti affetti ha più di 50 anni e sono rari i casi prima dei 40 anni; i maschi sono lievemente più colpiti delle donne; i neri sono colpiti in misura doppia rispetto ai bianchi; l’obesità; l’esposizione a radiazioni; il lavoro nell’industria petrolifera.
Una menzione particolare va riservata ad un eventuale precedente diagnosi di gammopatia monoclonale di significato indeterminato. Si tratta di una condizione benigna, più comune tra gli adulti (è presente in circa il 3% degli ultracinquantenni). In questa condizione, analogamente a quanto si verifica nel mieloma multiplo, sono presenti nel sangue elevate concentrazioni di proteine riscontrabili con l’elettroforesi proteica. A differenza di quanto accade nel mieloma multiplo, tuttavia, il loro livello non è tale da produrre lesioni ossee o altri danni. La gammopatia monoclonale non dà sintomi e non necessita di alcun trattamento. Tuttavia, siccome ogni anno circa l’1% di questi soggetti sviluppa un mieloma multiplo, o una neoplasia correlata, si raccomanda di farsi controllare periodicamente dal medico, in particolare se si ha qualche parente con mieloma multiplo.
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tumore Le informazioni fornite sono a scopo divulgativo e non intendono in alcun caso sostituire le indicazioni che possono essere ottenute direttamente da un medico che valuti il singolo caso. Inoltre le indicazioni relative a farmaci, procedure mediche o terapie in genere hanno un fine unicamente illustrativo e non possono sostituirsi alla prescrizione di un medico.