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Osteoporosi
Cos'è

A cura di Franco Marchetti*
Ultimo aggiornamento: Settembre 2007

 

L’osteoporosi è una malattia del metabolismo osseo che determina una riduzione della quantità e della qualità dell’osso che di conseguenza diventa più fragile e a rischio di frattura anche in seguito a traumi minimi o addirittura in assenza di traumi. Si tratta di una condizione estremamente diffusa nella popolazione: si stima che in Italia siano fra 4 e 5 milioni le donne con una densità minerale ossea bassa; a queste vanno aggiunti più di due milioni di uomini, per un totale di almeno 6 milioni di individui.

 

Si tratta di persone di età avanzata, donne in post- menopausa e uomini di età superiore ai 65 anni. L’osteoporosi rappresenta una condizione di rischio di una malattia grave, invalidante ed estremamente costosa, la frattura: la maggior parte delle circa 200 mila fratture vertebrali e delle 80 mila fratture femorali che si contano ogni anno in Italia sono dovute proprio a questa condizione. La densità di un osso, che è appunto ridotta nell’osteoporosi, dipende essenzialmente dal quantitativo di calcio, fosforo e altri minerali in esso contenuti. L’osteoporosi rappresenta la conseguenza di uno squilibrio dei meccanismi con cui l’osso viene formato. Normalmente infatti il tessuto osseo subisce un “rimodellamento”, è cioè sottoposto a un continuo processo di riassorbimento (in pratica di distruzione) di osso vecchio e di produzione di osso nuovo. Si tratta di un processo che si verifica per tutta la vita, ma con profonde differenza nelle varie età.

 

Nei bambini e nei giovani fin verso i 30 anni lo scheletro è in accrescimento, di conseguenza la produzione di nuovo osso (a opera di particolari cellule dette osteoblasti) avviene con una velocità superiore al riassorbimento (di cui sono responsabili altre cellule, gli osteoclasti). Il risultato è un accrescimento della massa ossea che tende quindi ad aumentare fino a raggiungere, fra i 25 e i 35 anni, il massimo di densità, il cosiddetto picco di massa ossea. A questo punto, nel corso dell’età adulta il rimodellamento osseo prosegue, ma con una lieve prevalenza dell’attività degli osteoclasti su quella degli osteoblasti; ciò significa che nel corso degli anni il tessuto osseo tende a perdere molto lentamente la sua densità.

 

Al momento della menopausa, la diminuzione degli estrogeni in circolo comporta un aumento dello squilibrio fra osso formato e osso riassorbito, con conseguente accelerazione della perdita di massa ossea e comparsa prima di osteopenia e in seguito di osteoporosi. Sebbene molti fattori, come alcune malattie endocrine e una terapia prolungata con cortisone, possano contribuire alla comparsa di osteoporosi, nella donna il principale fattore responsabile della sua comparsa è sicuramente rappresentato dalla carenza di estrogeni dopo la menopausa.

 

Ovviamente il rischio di sviluppare un’osteoporosi dipende molto anche dai livelli di partenza: se il picco di massa ossea raggiunto da giovani era basso è più probabile che l’osteoporosi possa comparire più precocemente.

 

 

*A cura di Franco Marchetti - Medico di Medicina Generale e Giornalista Scientifico, Milano



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tags: menopausa, osteoporosi


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