Il più noto dei fattori di rischio dell’osteoporosi è senza dubbio il sesso: le donne sono nettamente più esposte al rischio di svilupparla negli anni successivi alla menopausa, tanto che si stima che le fratture da osteoporosi siano due volte più frequenti nel sesso femminile. Oltre alla carenza di estrogeni conseguente alla menopausa, le donne sono più esposte anche perché raggiungono un picco di massa ossea inferiore a quello dell’uomo, oltre al fatto che vivono più a lungo. In realtà negli individui oltre i 75 anni l’osteoporosi è presente in uguale misura nei due sessi.
Altri fattori di rischio sono rappresentati dall’età avanzata, dalla presenza di una storia familiare positiva per osteoporosi e dal fatto di avere una struttura ossea minuta.
Il fumo di sigaretta costituisce un altro importante fattore di rischio, anche se il suo ruolo non è del tutto chiaro, così come sono più a rischio di andare incontro a osteoporosi coloro che hanno sofferto di disordini alimentari come l’anoressia e gli alcolisti. L’abuso cronico di alcol riduce la formazione ossea e interferisce con l’assorbimento del calcio. Anche una cattiva alimentazione, troppo povera di calcio, può ovviamente contribuire ad aumentare il rischio.
Dato il ruolo importante giocato dagli estrogeni una esposizione più breve, per esempio in seguito a un intervento di asportazione delle ovaie o per una menopausa precoce (per esempio prima dei 45 anni) rappresenta un altro importante fattore di rischio.
Alcuni farmaci possono esporre a un maggior rischio: il più importante di questi è senza dubbio il cortisone che può essere prescritto per esmpio per la terapia di malattie reumatiche. È perciò importante nel caso di trattamenti cortisonici prolungati adottare misure per prevenire l’osteoporosi. Fra gli altri farmaci ritenuti in grado di aumentare il rischio vi sono anche alcuni diuretici (che possono provocare una perdita di calcio), alcuni antiepilettici, gli antiacidi, l’eparina e il methotrexate.
Fra le malattie che espongono a un aumentato rischio di osteoporosi vi sono l’ipertiroidismo, in quanto l’eccessiva esposizione agli ormoni tiroidei favorisce la perdita ossea, le malattie infiammatorie intestinali (per esempio la malattia di Crohn), l’iperparatiroidismo, la sindrome di Cushing e gli esiti di interventi allo stomaco che compromettano l’assorbimento del calcio. Anche alcuni trattamenti effettuati nelle donne con tumore al seno che agiscono sopprimendo gli estrogeni possono favorire l’osteoporosi.
Altri fattori di rischio sono lo stile di vita sedentario, un consumo eccessivo di bibite contenenti caffeina e, pare, anche la presenza di depressione.
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