A cura di: Vassilios Fanos*
Ultimo aggiornamento: Ottobre 2007
L’otite media (OM) è l’infiammazione dell’ orecchio medio, indipendentemente dall’ etiologia e dalla patogenesi. La rapida insorgenza di sintomatologia locale e sistemica, caratterizzata prevalentemente da dolore (otalgia), con o senza rialzo febbrile, definisce l’Otite Media Acuta (OMA) .
L’Otite Media Effusiva (OME) è una flogosi dell’ orecchio medio con una raccolta liquida all’ interno, senza segni e sintomi di infezione acuta. L’ effusione dell’ orecchio medio è caratterizzata dalla presenza di un fluido nell’orecchio medio che può avere caratteristiche differenti: sieroso (liquido acquoso, non viscoso); mucoso (denso e viscoso, come il muco); purulento. La raccolta liquida può essere costituita dalla coesistenza di fluidi con caratteristiche differenti.
La fuoriuscita di materiale dall’ orecchio medio è definita otorrea e può avvenire in sedi diverse: condotto uditivo esterno, orecchio interno, cavità endocraniche.
L’ Otite Media nelle diverse forme rappresenta attualmente una delle patologie di più comune riscontro nei bambini, la principale causa di visite pediatriche negli Stati Uniti ed è gravata da un notevole impatto socio-economico, con un costo annuo di alcuni miliardi di dollari ed un numero di prescrizioni annue di antibiotici pari a 20 milioni. In particolare, Otite Media Acuta (OMA) è l’ infezione più frequente in età pediatrica, con un’incidenza estremamente alta nei primi due anni di vita: si stima, infatti, che il 62% dei bambini manifesti un episodio di otite nel primo anno e oltre il 70% della popolazione pediatrica prima del compimento dei due anni.
Inoltre l’Otite Media Acuta rappresenta il principale motivo di prescrizione di terapia antibiotica negli USA, con l’ ovvia conseguenza dello sviluppo crescente e rapido del problema della resistenza dei batteri agli antibiotici più frequentemente utilizzati. Attualmente, gli antibiotici rappresentano comunque la terapia elettiva nel trattamento dell’ Otite Media Acuta, nonostante la necessità di tale trattamento sia effettivamente richiesta soltanto nel 20-30% dei casi. Nel 2004 l’ AAP ( American Academy of Pediatrics ) e L’ AAFP (American Academy Of Family Physicians) hanno elaborato in modo semplice e sintetico le linee guida per il trattamento dell’ Otite Media Acuta e dell’ Otite Media con Effusione (OME). Recentemente alcuni dati riportati in letteratura hanno evidenziato la limitata adesione alle linee guida, soprattutto per i bambini al di sotto dei due anni di vita.
Pertanto è nostro proposito, attraverso l’esame dei dati più recenti della letteratura, fornire un utile approccio ed un orientamento terapeutico razionale riguardo una patologia che ha un ruolo consistente nella nostra pratica quotidiana.
Frequentemente un episodio di OMA è preceduto da un infezione ad etiologia virale (Virus respiratorio sinciziale, Adenovirus, ect.), con edema della mucosa, alterazioni dell’epitelio ristagno di secrezioni, creando un ambiente ottimo per la sovrainfezione batterica.
I batteri patogeni più comunemente coinvolti nel causare OMA sono: Streptoccoccus pneumoniae ( 30-40% di tutti i patogeni), Haemophilus Influentiae ( 30-40%), Moraxella catarralis (10-20%).Vari altri batteri, sia gram-positivi, sia gram-negativi, si rendono responsabili di una restante piccola percentuale di OMA nel bambino. In alcuni casi non è possibile documentare una crescita batterica.
Si stima che circa il 90% della popolazione pediatrica abbia avuto almeno un episodio di Otite Media Acuta; il picco di incidenza viene raggiunto in età prescolare ( in particolar modo intorno ai 2-3 anni di vita), e decresce col aumentare dell’età, diventando progressivamente più rara dopo i sette anni.
La reale incidenza dell’ Otite Media con Effusione è probabilmente sottostimata, poiché la malattia è, per definizione, asintomatica. Nonostante non sia raccomandato uno screening per OME in bambini sani mediante timpanometria, questo rappresenta, insieme all’ otoscopio pneumatico, lo strumento per la diagnosi di conferma in bambini con probabile OME.
L’eterogeneità delle metodologie esecutive dei vari studi non consente di avere dati precisi circa la prevalenza dell’OME.
*A cura di:
Vassilios Fanos - Professore Associato di Pediatria e Direttore della Terapia Intensiva Neonatale dell’Università di Cagliari