Ultimo aggiornamento: Gennaio 2007
La malattia di Parkinson (MP) idiopatica è una malattia neurodegenerativa, la seconda più frequente dopo la demenza di Alzheimer. I sintomi cardine sono costituiti da tremore, rigidità, bradicinesia e instabilità posturale. Si parla di MP quando almeno 2 dei sintomi sopra citati sono presenti; la diagnosi è suffragata da una buona risposta alla terapia dopaminergica e dal coinvolgimento asimmetrico degli arti. La MP è quindi una condizione cronica, progressiva, il cui substrato anatomo-biochimico è dato da una selettiva e lenta perdita dei neuroni dopaminergici della sostanza nera compatta, a livello mesencefalico, con conseguente riduzione del tono dopaminergico nel complesso dei nuclei della base. I sintomi motori principali sono il tremore a riposo, la rigidità e la bradicinesia. L’instabilità posturale si sviluppa in una fase più tardiva della malattia. Spesso è presente una disfunzione del sistema neurovegetativo, autonomico, che si manifesta di solito più tardivamente con ipotensione ortostatica, sudorazione, disturbi urinari e sessuali. Inoltre possono associarsi disturbi neuropsichiatrici, come depressione, psicosi, e demenza (in fase tardiva, in almeno 1/3 dei casi). La prevalenza del Parkinson aumenta con l’età e dopo i 65 anni è stimata intorno al 3%, sopra gli 80 anni intorno al 10%. Si stima che la frequenza di un nuovo caso di Parkinson all’anno vada dal 4 al 25% della popolazione mondiale.
L’età di esordio del Parkinson è tra i 40 e i 70 anni, con una età medio di esordio nella sesta decade di vita.
L’esordio giovanile sotto i 40 anni è raro, ma comunque osservato, frequentemente associato a forme genetiche di MP. Il sesso maschile è colpito circa una volta e mezzo più del femminile, così come la razza caucasica sembra avere un più alto rischio di Parkinson rispetto alla asiatica e agli africani e americani. L’eziologia della MP non è stata ancora definita. In epoche diverse sono stati chiamati in causa i più svariati agenti, tra cui quelli chimici, pesticidi, amalgami dentari, tossine industriali, ed anche traumi alla testa. La percentuale con cui il Parkinson di associa ad essi è pero al di sotto del 3%. Sicuramente non è una malattia infettiva, né contagiosa. Il Parkinson colpisce il Sistema Nervoso Centrale ed ha una familiarità o meglio una predisposizione genetica a svilupparlo. Infatti il 10-20% delle persone che sviluppano la MP presentano almeno un familiare affetto ed esistono famiglie in cui la malattia può colpire più membri (la loro prevalenza però è bassa, attestandosi all’incirca intorno all’1%). Da ciò si sono condotti studi genetici che hanno dimostrato la presenza di geni implicati nello sviluppo della malattia.
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