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Parkinson
I sintomi

Come già accennato i sintomi più frequenti del Parkinson sono 4 e già la presenza di almeno due di questi permette di fare diagnosi di probabile Parkinson. Il più evidente è sicuramente il tremore a riposo, che si presenta nel 70% dei casi di Parkinson. Esso è di solito localizzato alle mani con frequenza di oscillazione regolare di 4-6 oscillazioni al secondo, ed è ritmico. Nella maggior parte dei casi si estende ad un solo emilato, almeno in fase iniziale. Quando lo si vuole descrivere lo si paragona all’atto di contar soldi. In un 20% di casi può essere presente durante il movimento (tremore cinetico) o mantenimento di posture (tremore posturale) ed entra in diagnosi differenziale con altre forme di tremore non responsive ai farmaci anti-parkinson, es. tremore essenziale.

La rigidità colpisce i muscoli delle braccia e delle gambe e spesso colpisce lo stesso lato del corpo affetto dal tremore. Si ha un aumento del tono muscolare di tipo “plastico” (fenomeno della ruota dentata), che si differenzia da quello spastico delle lesioni piramidali.

 

La bradicinesia consiste in un rallentamento motorio che determina una difficoltà ad incominciare il movimento (esitazione) e portarlo a termine. Si determina così un impaccio nella deambulazione e nei passaggi posturali. La lentezza e l’incompletezza del movimento può coinvolgere anche il linguaggio e la grafia (micrografia).

 

L’instabilità posturale può essere presente nelle fasi avanzate della malattia, se precoce si deve porre dubbio diagnostico; consiste in una incapacità a mantenere l’equilibrio quando si è in piedi o si cambia posizione del corpo.

Vi sono poi sintomi secondari che  sono anche in parte spesso conseguenza dei precedenti:

 

Tra i sintomi secondari, che non sono sintomi specifici del Parkinson, compare la difficoltà a camminare, caratterizzata da un insieme di lentezza nel compiere il movimento e instabilità. I passi diventano corti e si parla di andatura a piccoli passi, spesso complicata da antero e retropulsione. L’aspetto estremo dell’andatura con passo accorciato è il “freezing”, in cui il soggetto compie passi sembre più brevi fino a bloccarsi: ciò accade prevalentemente nell’inizio della marcia, nel cambio di direzione, durante passaggio in ambienti molto affollati.

 

La riduzione/perdita di olfatto è annoverata retrospettivamente (sebbene sia uno dei primi sintomi a comparire). La micrografia è invece legata ad un insieme di lentezza e rigidità.

 

E’ spesso presente anche il dolore, che può svilupparsi in diverse forme e frequentemente colpisce un solo segmento corporeo, come una spalla, un arto, la caviglia, il ginocchio. Può essere sintomo d’esordio e indurre il paziente a recarsi dall’ortopedico in prima istanza.

Anche i crampi muscolari, soprattutto notturni, sono frequenti.

 

A causa della lentezza e della rigidità dei musoli può comparire anche ipofonia e la disartria, quando interessati i muscoli respiratori i muscoli deputati alla articolazione delle parole. Caratteristica è la ‘facies amimica’ detta anche faccia da giocatore di poker, perché non lascia intravedere le emozioni, quando interessati i muscoli mimici. Si possono associare disturbi autonomici, come ipotensione ortostatica, costipazione, eccessiva sudorazione, disturbi urinari e sessuali e disturbi neuropsichiatrici, come depressione disturbi del sonno, allucinazioni, demenza.

Dopo anni di trattamento con dopamino-agonisti e levodopa, trascorsa la cosiddetta “luna di miele”, la malattia si complica con comparsa di fluttuazioni motorie (wearing off, delayed on, off, on-off)  e discinesie (da inizio/fine dose, da picco, difasiche, a tipo “onda quadra”, ascrivibili in parte alle caratteristiche farmacocinetiche degli stessi farmaci utilizzati, in parte all’evoluzione del processo degenerativo dei terminali nigro-striatali. E’ questa la fase in cui l’autonomia del paziente si riduce in maniera più o meno grave fino ad indurre il medico a proporre terapie alternative quali l’infusione continua di apomorfina sc, duodopa (infusione intraduodenale di levodopa), chirurgia stereotassica.



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tags: malattia cronica, parkinson


Le informazioni fornite sono a scopo divulgativo e non intendono in alcun caso sostituire le indicazioni che possono essere ottenute direttamente da un medico che valuti il singolo caso. Inoltre le indicazioni relative a farmaci, procedure mediche o terapie in genere hanno un fine unicamente illustrativo e non possono sostituirsi alla prescrizione di un medico.


  


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